Questo sabato tanto atteso è passato. Forse troppo alla svelta, che nemmeno ho voglia di tirarne le somme. Rivedo Alessandro, conosco Manu e Edi. Ci sono certe persone che non ho ancora capito perché mi sembra di conoscerle da parecchio tempo. Stavolta succede lo stesso. Mi arriva un pezzo di torta di mele, ottima. Sono nervosissimo, voglio una sigaretta. Parte Michele con una presentazione brevissima, prendendo in contropiede Paco che, con l'aiuto di una benzina rossa e dolce e con la macchina fotografica incollata al suo corpo, parte dimostrando una forma inattesa. Leggo io, dicendo due cazzatelle per fare il borioso e per allentare la (mia) tensione. Leggo dal libro di Manu, poi da un foglio di Alessandro. Dopo di me Vincenzo Ruotolo, l'autore di Figli di Babele, che introduce e soprattutto legge il suo libro, alternando l'italiano al barlettanno. Questo ci ha preso per il culo a tutti, è sceso dalla tavole di un palcoscenico per venire a mangiare un po' di cinghiale in Maremma. Favoloso, ridono tutti. Nel frattempo arriva l'altro Alessandro, poi Alberto. Cinque autori in una sola serata: ma allora siamo seri.Macché. Piano piano la fine della serata si avvicina. Ci si alza, si beve e si ribeve, si chiacchiera, voglio una sigaretta ma la mia compagna di viaggio mi tratta come un bimbetto. Fa bene.Rimaniamo in pochi, intorno ad Alberto che racconta le sue vicende bianciardiane, anzi peggio. E continuiamo a sorridere e a ridere. Chiudo qua, mi sono dilungato eppure so che la maggior parte di quello che ho sentito e di quello che voglio dire non c'è. Mancano i dettagli, ma li voglio tenere per me, per ora. E non ho fumato nemmeno una sigaretta.

Uvaozio, da uvaozio.splinder.it