Da "L'Unità", versione online, 5 giugno 2003

Fare le righe: vita e versi di Delo Alessandrini, poeta improvvisatore

Delo Alessandrini ha quasi novant'anni. Non può stare seduto a lungo. Sente freddo ai piedi, anche d'estate. Viene da un altro secolo, da un'altra civiltà. È stato bracciante agricolo a Ischia di Castro, e si porta addosso due guerre mondiali, la prigionia, il ritorno, la maremma laziale che si sfolla. e un dono: il "bernoccolo" della poesia, l'estro dell'improvvisazione.

A raccontarci la sua vita, con una passione che commuove, è Antonello Ricci nel suo libro "Fare le righe". Il volume è una biografia di Delo, ma anche un prontuario di metrica, un'indagine antropologica, un quaderno di controstoria del Novecento, un'antologia. Se ne riceve un odore di cantine e bettole, di osterie fiere mercati, e lucerne a petrolio, e pastori e pecorai che cantano Dante, e disfide interminabili, e in qualche caso sanguinarie, all'ultima rima.

Una letteratura non di letterati, ma di contadini semianalfabeti, fuori dalle accademie e dall'apparato, fuori pure dalla Storia; una letteratura immersa nella tradizione eppure eversiva per il nostro tempo di velocità e noncuranza; un artigianato a conduzione familiare dove ciò che conta è dapprima il manifestarsi della vocazione, poi l'apprendistato presso un mastro, un anziano abile e sapiente, e infine l'esordio in pubblico. È il destino del poeta a braccio, le sue metamorfosi.

Antonello Ricci ne segue la voce, i carteggi sgrammaticati, le occasioni, e chiosa, spiega, salva, provoca, finché non si forma ai nostri occhi una cosmogonia di re fatati e cavalieri, e di propagande subite, e di paure e delusioni: il mito e la tragedia del fascismo, una fabbrica di aeroplani in Turingia, l'emorragia dalle campagne. e riaffiorano miracolosamente sulle labbra di Delo grandinate di centocinquant'anni fa, e il nome di maestri mai conosciuti: l'anacronismo dell'epica e della memoria orale. E alla fine uno stento, una stanchezza. quest'abitudine antica di mitigare con i versi e il canto l'aridità del presente e la siccità degli anni.

Antonello Ricci, Fare le righe. L'ottava rima in Maremma. Vita e versi di Delo Alessandrini poeta improvvisatore, Roma, Stampa Alternativa, pp. 160, 9 euro.


Di Antonello Ricci, studioso di letteratura e storia locale, che si occupa da anni di consenso al fascismo, scritte murali, letteratura, poesia visiva e ottava rima popolare, si segnalano anche: Stoffa forte maremmana. Scritti sull'ottava rima (Manziana, Vecchiarelli, 2001); Tuscia: viaggio in leggio (Viterbo, Sette Città, 1998); Maremme in leggio. Itinerari e viaggiatori dell'immaginario (Manziana, Vecchiarelli, 2000); Graffiti. Scritti di scritte : dalle epigrafi fasciste alla bomboletta spray (Manziana,Vecchiarelli, 2003).