| 12. Ortensia e
dintorni
Gli uomini passano, i pazzi restano.
Non è poco in questi anni di stronzio.
Per cercare di pagare i miei debiti con l'umanità
(impossibile, decisamente) mi sono autocondannato a tre
anni di lavori forzati al caffè Ortensia di Pantaneto
a Siena.
L'Ortensia è un noto locale di malaffare beoni e
sovversivi del bronx studentesco universitario, aperto fino
all'una di notte, e frequentato da studenti e tipi strani
di tutto il mondo, persino da qualche senese. Casualmente
si trova su una via percorsa da cortei palieschi, ma i suoi
avventori osservano questi strani tipi vestiti alla medioevale
come fossero pesci in un acquario. Di contro i turisti fotografano
l'Ortensia zeppa di orpelli, sciarpe, foto, dischi, libri
e birre come fosse un reperto degli anni ' 70; più
o meno siamo pari quindi.
Mi manca il mare dello scorso anno con i suoi tramonti infuocati
sull'Elba, ma mi son portato dietro il veliero dell'utopia
con la foto del pirata Bianciardi, ed allora quando fa buio
immagino che la battigia sia all'altezza del negozio di
fronte, quello di Moshe, l'iraniano che fra tappeti e gioielli
rimpiange lidi ben più distanti dei miei.
Non ho perso il vizio di fotografare, solo che lo faccio
dall'altra parte del bancone, e preparo così una
mostra su quelli dell'Ortensia, nel mentre che alla corte
dei miracoli riprendo tra poco i corsi di fotografia con
Daniela la dromedaria rabara. In poche parole sono diventato
un fotografista, incrocio tra un fotografo e un barista.
Ma anche osservatore privilegiato dello spettacolo dell'umanità.
Bevande ed amori, progetti e long drink, piadine e sogni,
viaggi e caffè, destini intrecciati ad una briosche
o ad un panino tra una musica di Capossela o Charlie Parker.
Gente che se ne va pel mondo ed altri che ritornano a salutarti,
che, turisti a parte, l'Ortensia è una grande casa
famiglia, con l'unico problema che non ci si può
dormire, ma dal mettere su una mostra, un concerto improvviso,
un reading letterario, una festa, cercare un avvocato per
l'amico, o un lavoro per chi è malmesso, bè;
basta chiedere, e nello spazio tra uno spritz ed un negroni
il problema è risolto.
L'Ortensia è internazionale, per amore e per forza,
con l'università per stranieri a due passi è
essa stessa straniera e strana per senesi perbenisti che
tempo fa promossero una raccolta di firme contro il locale
e alcuni punk con bestia che lo frequentavano. Esotica quanto
basta per i miei gusti, che sognavo una vecchiaia da pirata
nei mari lontani....bè: almeno la ciurma degli avventori
e lavoranti è all'altezza della Tortuga. Oltre il
cane maremmano sottoscritto, ci lavorano Gianna, mastino
bulgara,infaticabile. Sara, barista di notte, giovane italo
tedesca integerrima di giorno ( o quasi visto che frequenta
baristi catalani), severa nelle sue reprimende in ostrogoto
dei reprobi. Leo milanese filobasco e pure interista, principe
dei baristi notturni, talmente affezionato al suo ruolo
che alle volte i CC han dovuto mandarlo a letto alle 4 di
mattina, in compenso riesce ad arrivare al lavoro con mezzora
di ritardo abitando dall'altra parte della strada, ammettendo
di aver finito le scuse. Ineguagliabile, con la sua mise
a fraticello sorridente, è praticamente impossibile
incazzarcisi.
I vecchi amici mi passano a trovare, quelli nuovi si fermano
a bere, poi è difficile che se ne vadano se si son
fatti fare uno dei miei negroni o spritz all'incontrario.
Gli altri componenti della LTMD .IT sono anch'essi un pò
sgarrupati ultimamente. Sandrokan, varcata anche lui la
soglia dei 50 ogni tanto cade e si rompe una costola, in
compenso però ha messo su un orto bellissimo alla
Rondinella ove mi da asilo un paio di notti a settimana
nella famosa stanza della lavatrice centrifugante e gatto
gnaulante. La lavatrice riesco a spegnerla, il gatto no,
nonostante i tentativi di stiacciarlo anche con l'auto.
Cristian invece è in gran forma, atletico, abbronzato,
dimagrito di 10 kg da quando si è follemente innamorato
della sua nuova analista Maria Rosaria madonnina di Lecce
e Bologna, un so se mi spiego. E' un tigre al volante della
sua tigra sempre in viaggio per o da Bologna; se non si
da una calmata lo si raccatta con il cucchiaino tra un pò,
senza contare che questo grande amore ci sta bloccando nei
progetti di montare altri corti, in primis Seneca nello
spazio, un progettino folle per folli. Speriamo nel settembre,
quando l'uva è matura e il fico pende.....
Alla prossima. Un abbraccio dal vostro Director.
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