| 9. Los tres maricones
deprimidos al festival dei cortometraggi a Bologna
Maria Rosaria, la psicologa antipsicologi,
è la nostra agente a Bologna! Non le è stato
necessario insistere; appena ci ha proposto di partecipare
al festival dei cortometraggi ci siamo precipitati.
Siamo partiti il venerdi pomeriggio con l'auto di tante
battaglie stracarica di atrezzature video, computer, fari,
faretti, tute del consorzio agrario, passamontagna e pistole
che se ci fermano cosa gli spiegamo che il carnevale è
finito da un pezzo? Il fatto è che il tema dei corti
veniva estratto per ogni troupe, e quindi i generi possibili
erano molti...Appena arrivati all'uscita della tangenziale
ci siamo subito persi, come da copione, alla prima richiesta
di informazione su un vialone deserto una bionda dell'est
ci chiedeva 50 euro, chissà per chi ci aveva scambiati.
Trovata una parvenza di vita in una edicola frequentata
da umani, un sosia di Vito si lanciava in telefonate e tracciatura
di mappe per spiegarci dove andare, finchè dopo una
mezzora finalmente Maria Rosaria ci chiamava dandoci appuntamento
per la stazione. Qui Sandro passava immediatamente sulla
sua auto e a me e Cristian non rimaneva che inseguire i
due piccioni scatenati in una gimcana per le vie della città,
bruciando i semafori, ignorando colpi di clacson e grandinate
d'accidenti che ci seguivano, e riuscivo a fatica a far
mettere via la pistola a Cristian che immaginava già
la scena di banditi a Bologna. Arrivati al Link trovavamo
una follla di aspiranti registi, frequentatori del Dams,
studenti rastoni e compagnia bella che aspettavano il sorteggio
dei temi, manco fosse un concorso per andare a lavorare.
Nominato (ir)responsabile Sandrokan del nostro gruppo, venivamo
subito intervistati da Rai 3 regionale, sputtanandoci così
anche oltreappennino. Intanto Cristian confermava di essere
in gran forma, entrando nel bagno delle donne, e quel che
è peggio nessuna gli diceva niente, segno che la
mariconizzazione è arrivata oramai ad un punto di
non ritorno. Cosa poteva uscirci di tema se non quello comico?
Eravamo così contenti che quasi quasi pensavamo di
tornare a casa, troppo facile il comico, decidevamo immediatamente
(Sandro docet) di fare quello che ci pare, e virare sul
demenziale surreale, cioè sul nostro stato attuale.
Intanto notavo che l'orda delle femmine fameliche promessaci
come al solito da Sandrokan forse si sarebbe materializzata
al cinema, che tutte le amiche di Maria Rosaria improvvisamente
si dichiaravano occupatissime. La nostra agente a Bologna
cercava di tirarci su, ma peggiorava solo la situazione
quando proponeva di portarci al centro sexi shock delle
pornofemministe, che avevano in corso uno stage per creare
palline per l'orgasmo anale. Meglio evitare, stessa cosa
per una visita al Cassero; come gli avremmo spiegato che
in realtà eravamo eterodisgraziati? La notte passava
tra cena, canne, vane promesse da parte mia di non mangiare
e bere per mantenere un minimo sindacale di lucidità,
apertura di un numero infinito di bottiglie di vino e ricerca
di uno straccio di trama. Alle 4 dopo aver appuntato ipotesi
una più sghimbescia dell'altra, ci coglieva un sonno
frequentato dai barriti di Cristian che aveva il coraggio
di riprendermi mentre russavo, intanto che scriveva una
trama allucinata imbastita su una radio che annunciava parabrezza
d'auto esplodenti al poggiar le multe da parte degli ausiliari
del traffico...un vero incubo... All'alba (le 11) scendevamo
nel centro guidati dalla nostra agente. Sandrokan era in
versione matrimonio con giacca camicia e fiocchino, Cristian
si aggirava con una vestaglia da notte di seta blu a righe,
come non ci mancasse altro incontravamo un tipo con i baffoni
che ci dirottava in una delle ultime osterie ove si serve
solo vino, e qui, ciliegina sulla torta, ci raggiungeva
pure Stella, che veniva subito arruolata nel cast in quanto
nel corto oltre ad un basco (il cappello) , ed una frase
(immagini cosa succederebbe se lo venissero a sapere) era
obbligatoria una stella e chi meglio di lei nel ruolo? Tranne
poi accorgersi che il nostro già caotico piano di
riprese veniva ulteriormente sconbinato, con Cristian che
invece di seguire noi si perdeva con Stella al mercato,
e la riprendeva mentre cantava a squarciagola sotto il tricolore
dedicato ai caduti di Nassirya. La giornata veniva salvata
da un grande salto del tigre di Sandrokan sopra due ignari
innamorati in un giardinetto, e da noi 4 che ci allontaniamo
sul ponte della ferrovia urlando - non ci avrete mai come
volete voi- a tempo della musica di David Kabila, con raffiche
di gesti dell'ombrello....insomma delirare non sarebbe stato
niente, qui siamo oltre il bene e il male...
La notte tra sabato e domenica è tosto arrivata.
Momento di panico dopo la cena; qui non abbiamo un caccio,
che caccio facciamo? Sandro e Maria Rosaria andavano a ballare
in un tranquillo centro sociale, rimediando nella pogatura
un bel pestone di calci e gomitate( tutti i gusti son gusti)
io e Cristian rimanevamo in casa a montare il girato, e
quando le cose sembravano mettersi per il meglio, verso
le 3 uno degli hard disk decideva di piantarci lasciandoci
nel panico. Alle 4 al rientro dei piccioni che ci trovavano
leggermente affranti, tutto sembrava perduto, anche l'onore.
Poi con un colpo di genio Cristian cominciava a staccare
pezzi e disk dal computer, che, occorre dirlo? , improvvisamente
si rimetteva in moto, tra un rotear di corna e toccar ferri.
Alle 6 il corto era terminato, grande la soddisfazione,
il risultato è un optional a questo punto. Il pomeriggio
di domenica abbiamo con molto dispiacere preso la via del
ritorno....anche perchè quelli che avevo qualificato
come due fiocchi si son rivelati una vera bufera di neve.
Oltrettutto è iniziato a bollire il radiatore, abbiamo
messo al massimo il riscaldamento per raffreddare il motore
e così abbiamo spalancato i finestrini facendo entrare
la neve. Di più, Sandro iniziava pure a inveire contro
dei malcapitati che passavan accanto alla nostra fila ferma,
pensando che fossero sulla corsia d'emergenza, invece che
su quella dei veicoli lenti, Cristian riprendeva tutto,
tanto per cambiare. Poi, al di là del valico e della
galleria, il sole!
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