| 7. Los tres maricones
deprimidos - cinemascope, la leggenda, ovvero tra gli anarcogitani
dell'Andalucia 2
Altro che lo squalo 2 ! Altro che
zombi 3 o eccezziunale veramente secondo me ! ...Los tres
maricones deprimidos sono ritornati nel luogo della loro
nascita in modo trionfale, anche se in una maniera che è
a metà tra una casa di produzione video ed una banda
di disperati.
Ingaggiati ufficialmente dall' anarcogitano artista David,
detto Kabila, nonchè nostro hermano per parte di
Cielo, con l'ambizioso progetto di realizzare un dvd ed
un cd rom della sua vita artistica, con tanto di traduzione
e diffusione in 4 lingue, potevamo forse tirarci indietro?!
Con il miraggio poi di essere pagati, oltretutto...
Così verso la fine di gennaio, con una sola settimana
di ritardo sul previsto, ci siamo dati appuntamento a casa
mia per partire con il coche che si era ammutinato a giugno
rompendo il motore, e facendo entrare nel mito il mio meccanico
che ci aveva prestato l'auto della moglie. L'appuntamento
era per mezzogiorno, tanto è vero che Sandro e Cristian
( si scriverebbe Christian, ma già è un nome
da bischero, non aggraviamo la situazione e la scrittura..)
si sono presentati alle 4 del pomeriggio dopo aver fatto
sosta in tutti i bar tra Siena e Massa, carichi oltre che
di attrezzature, di una discreta scimmia e di boccioni di
chianti da 5 litri, dono della casa della Rondinella per
el Balcon di David. Come Sandro ha messo piede in terra
è squillato il suo telefono: Patrizia gli intimava
di tornare indietro, si era rotta la caldaia. Mentre el
primero maricon condiva la sua risposta di ustia! e gesti
dell'ombrello,io e Cristian incominciavamo il coro "
si rivolga all'idraulico signora! ! " "Sandro
beccooo" e la canzoncina "Sandrokan, Sandrokan,
solo il vino la forza ti dà, Sandrokan, Sandrokan,
sempre becco la pirla di Labuan ti fa..." che ci accompagneranno
per 4000 km giusto per non dargli pace. Come Bacco volle
alle cinque siamo partiti, allegri allegri, non prima di
esserci scontrati furiosamente su quando si potesse fumare
in auto, accordandoci infine su una sigaretta ogni ora ed
un quarto, testa fuori dal finestrino, che l'aria fresca
tonifica. Mi sono subito impossessato del volante, senza
mai mollarlo, nè all'andata nè al ritorno,
stabilendo il mio record personale, 17 ore senza sosta,
con tanto di visioni allucinate madonna-sò-di-già-le-sei
sul finale. Cristian mi sedeva accanto, filmando con una
videocamera con un fish eye appiccicato con nastro da pacchi,
attaccata ad un artigianale trasformatore collegato all'accendisigari,
prediligendo i tunnel, vai a sapere perchè, meglio
non indagare sulle sue turbe infantili...Sandro invece prendeva
dimora stabile, più o meno orizzontale, sui sedili
posteriori, impugnando un fiasco di vino da viaggio che
pareva il pastore Serafino nel film con Celentano. Oltretutto
avendo già raggiunto un livello di antigelo che avrebbe
girato per Mosca a torso nudo, iniziava a mitragliarci di
discorsi..." io sono libero!...e faccio quel che mi
pare, ustia!...forse sto parlando troppo, se volete mi metto
a dormire (magari ! NDR ) ...però, no, dai, non vi
rompo mica i coglioni, voglio parlare tutta la notte, vi
faccio da radio....perchè io sono libero! ! "
... Più che libero abbiamo scoperto a Ventimiglia
che Sandro è a piede libero, in quanto ha una carta
d'identità stinta e scaduta, mentre la patente gli
è stata sospesa per tre mesi per oltraggio alla polizia
stradale. Mentre io e Cristian discutevamo se non fosse
il caso di abbandonarlo sull'autostrada come un cane, Sandrokan
ci sfuggiva di vista, entrava nell'autogrill e ne usciva
dopo un minuto con 4 birre per mano, e giusto per calare
il carico da 11, mentre lo spintonavamo in auto, urlava
ad un allibito gruppo di camionisti turchi " in questo
autogrill le birre sono gratis !!! " . Decidevo di
partire a razzo, non sapendo più se temere i finanzieri
italiani, i flic francesi, i commessi dell'autogrill o i
camionisti turchi.
Come il dio etrusco Fufluns volle, riuscivamo a varcare
a notte fonda le frontiere, manco fossimo contrabbandieri,
con il nostro coche cigolante, smarmittato, carico all'inverosimile
eppur sballottato come un ramo dal vento della Provenza
e dei Pirenei, ammorbato dall'odore di birra, vino, cacio
stagionato e piedi. Durante una sosta stendevamo pane e
affettati sul cofano per scaldarli un pò, posando
fiasco del vino e birre sul tetto, anche qui Sandrokan giusto
per distinguersi meneava in un tombino di fronte ad una
coppia di insonnoliti camperisti che vedevano bene di cambiar
parcheggio. Nel cuore della notte venivo tenuto sveglio
dai Sex Pistols e dai Rolling Stones, dal russare forsennato
di Cristian, dall'agitarsi di Sandro che ogni tanto si svegliava
per fumare. L'alba mi coglieva sull' Ebro, sotto Tarragona,mi
fermavo a dormire un paio d'ore in un autogrill, in un parcheggio
tra una banda di polacchi ed un'altra di marocchini, con
tanto di teli, tende e panni stesi sul gardrail. Ma neppure
loro avevano una macchina vecchia ed una mise da profughi
come la nostra. Come fosse la cosa più naturale del
mondo i miei companeros maricones mi confessavano di avere
contante giusto per l'andata; per il ritorno eravamo nelle
mani del bancomat di Sandro detenuto da Patrizia, se non
versava eravamo fritti e impanati. Ciliegina sulla torta
scoprivamo che oltre i Pirenei non si trovava più
il gas per auto, il gpl, una benzinaia ci diceva che in
Spagna il gas si usa in cucina e non nell'auto... addio
sogni di viaggio a prezzi stracciati, Sandro si consolava
con la birra a buon mercato, pur senza abbandonare il fiasco
ormai vuoto, manco fosse una coperta di Linus. Man mano
che scendevamo nella penisola iberica iniziavano a fiorire
i mandorli, maricones sensibili ci appassionavamo allo spettacolo
rischiando di rimanere senza benzina. Il profilo del Cerro
Negro che sovrasta il mare e Las Nergras ci è apparso
nel pomeriggio come un miraggio, dopo 24 ore di viaggio.
Lo studio di campagna di David era deserto e semiscoperchiato
dal vento, nessuno anche alla casa dove campeggiava un cartello
"vendesi". Ma appena siamo entrati nel bar principale
ecco apparire il nostro hermano! Subito ci presentava un
suo amico gitano che stava facendo merenda con un cappuccino
ed un whiski con ghiaccio. In men che non si dica iniziava
un giro di tapas e bicchieri di vino senza fine, con l'amico
di David che iniziava a gesticolare come un matto per esternarci
la sua simpatia rovesciando regolarmente il vino, e urlandoci
in continuazione le parole d'italiano che aveva appreso
emigrato in Germania "esactos !!...e..non capisci un
caccio !! ". In più David annunciava a tutto
il bar che erano arrivati los tres maricones deprimidos
a girare un film su di lui...inutili le mie precisazioni
che si trattava di un nome artistico, i vecchietti cominciavano
a ridacchiare, mentre Manolo, un cameriere biondo ("però,
ha un bel culetto" ha osservato Sandro calatosi fin
troppo nella parte) faceva l'occhiolino a Cristian chiedendogli
se non fosse parente di Nicolas Cage. Intanto una nuvola
di fumo ci ha avvolto; in Spagna è più facile
che un cammello entri in paradiso che in un bar non si possa
fumare.
Il giorno successivo abbiamo cercato di organizzarci; prima
cosa capire se ci fosse in giro Lidia, la bombera anoressica
che aveva fatto perdere la testa a Sandro di giugno...Abbiamo
tirato un sospiro di sollievo appena abbiamo saputo che
si trovava in Sudafrica a giocare a dottore con i negri,
e la faccia delusa di Sandro ( beccooo) ci ha messo di buon
umore; della serie siamo un pò merde. Secondo punto
il vettovagliamento, che in casa di David in frigo è
più facile trovare un'etto di fumo che di cacio.
Maricones sì, ma italiani, abbiamo goduto come paperi
a riempire con 60 euro un carrello grande come il rimorchio
di un trattore in un supermercato di Campohermoso. Peccato
poi che la cucina di David sia priva di gas (ancora!) e
sia a piastre elettriche, ovvero garantisca di bruciar tutto.
Ruoli ben distinti in cucina; Sandro cuoco, io lavapiatti
ustionato spesso da un'acqua calda che ci potresti scotennare
i maiali, Cristian un cazzo di niente con la scusa di riprender
tutto, tranne poi fregare 5 euro dalla cassa per comperare
una moka, che da buon maricon gli tira più una tazzina
di caffè espresso che un pelo de cono. Intanto David
nel mentre che rollava instancabile porri col trinciato
forte, ci parlava senza sosta in spagnolo, in francese,
travolgendo le mie domande in maremmano con la s, mentre
Sandro, dopo gli sguardi disperati di Cristian che parla
solo l'inglese scritto, iniziava una sottospecie di traduzione
in veneto, che terminava regolarmente in un borbottio ed
un etc. etc. ed un brindisi all'amicizia, e Cristian che
urlava "non ho capito un caccio!! " beccandosi
da Sandro un gesto dell'ombrello. Approfittando della piega
surreale della situazione mi sono autonominato direttore
della fotografia, poi Direttore e basta, fregando pure la
stanza migliore e lasciando gli altri due maricon a dormire
insieme in una rumba di peti ed un russar da barriti elefantiaci.
Le giornate iniziavano per me alle 9, da buon Direttore
mi svegliavo per primo, poi alle 10 prendevo a calci nella
pianta dei piedi i due companeros, convincendoli ad alzarsi
solo dopo un lancio di calzini putridi; meglio dei lacrimogeni
l'effetto...Alle 11 colazione in casa con David che si faceva
un caffè con canne, piste e qualunque cosa gli arrivasse
a tiro, compreso le aspirine c di Cristian. Seconda colazione
alle 11 e mezza al bar della terza età, angosciante
metafora del nostro futuro prossimo venturo, quando razzoleremo
tra i cassonetti del pueblo...poi alle 12 un giro di tapas
e vino nel bar di Manolo, dalle 13 alle 16 si riusciva a
girare e fotografare un pò, prima che David si ammutinasse
e mi convertisse in autista, ( la sua auto è finita
in un burrone dopo che si era dimenticato di tirare il freno
a mano)obbligandomi a portarlo in altri bar del pueblo con
la scusa di far pubblicità ad un suo concerto...infine
alle 21 una cena leggera preparata da Sandrokan; in genere
uova, patate fritte, salsicce, pasta con tonno piselli pancetta,
vino a litri, birre, cuba libre, e discussioni fino alle
2 per capire con David come andare avanti, cosa filmare,
mentre intanto una telecamera ci filmava...
Che è bello parlare con ( ascoltare più che
altro) David. Mi piace il suo modo immaginifico di saltare
di palo in frasca pur rimanendo in tema, e sempre con estrema
lucidità, a dispetto dell'ora tarda, dell'imborracciamento
e delle difficoltà con la lingua. Prendevo appunti
mentre le nostre sceneggiature venivano via via travolte
dagli eventi. Alla fine l'anarcogitano l'ha spuntata; non
abbiamo fatto un film sulla sua vita, ma è stata
la vita a fare il film, c'è un discreto ordine nel
caos, persino uno zuccone come me l'ha capito.
Una sera mi sono ritirato a dormire prima degli altri. Dopo
un pò mi risvegliano grida altissime, rumori, tonfi.
Ho pensato che stavano volando le videocamere, che David
scotennasse i maricones superstiti. Invece era successo
che Sandro aveva scovato una bottiglia di rum che avevo
imboscato in cucina, e tosto l'aveva convertita in una serie
di cuba libre...era scoppiato l'inferno, con David che saltava
come Tarzan sulle tende sbarbandole, sul tavolo, mettendo
su un corso di lancio del coltellaccio contro un bersaglio
che poi era una sua tela, urlando " mira una guardia
civil, matalo, matalo !!! " Ci mancasse altro son scesi
con la chitarra per svegliarmi, con Cristian con videocamera
e faretto allegro come una pasqua, Sandro in compenso alla
svolta delle scale è andato dritto precipitando nel
giardino, senza conseguenze, tranne una buca nelle povere
aiuole. E il giorno dopo si è ripetuto, prima cadendo
in terrazzo con cavalletto e quadro che stava fotografando,
poi facendosi travolgere dall'onda del mare mentre riprendeva
David; come cascatore ha una carriera davanti...Il venerdì
è arrivata da Madrid ove insegna di ruolo, Cielo,
l'hermana di Sandro, il suo alter ego al femminile, nitro
e glicerina i Marotta brothers. Cielo ha cercato di prenderci
in contropiede, bevendo succhi di pomodoro, correggendo
i temi dei suoi studenti di scuola media ( temi porno per
altro, che razza di dodicenni si aggira per le città
spagnole?!) spacciandosi quasi per una persona seria. Ma
una Marotta è una Marotta, buon vino non mente, dopo
24 ore un'altra Sandrakan impazzava per Las Negras. Il sabato
è giunto il giorno del tanto atteso e propagandato
concerto di David in un bar che è cambiato tre volte
fino ad un'ora prima dell'evento, poi all'asta l'ha spuntata
il Sur, e qui abbiamo potuto sfoggiare tutte le nostre telecamere
e macchine fotografiche, fari, faretti (che si son fulminati
subito, figura di merda..) insomma abbiamo fatto una bella
scena, scene riprese non si sa, che Cristian riprende per
centinaia di ore poi non ti fa vedere mai niente, secondo
me reincide i nastri con le tesi di laurea, che poi regolarmente
si bloccano nei lettori.. Sandrokan, abbordato finora solo
da una irakena settantenne vestita come una tovaglia a fiori,
riusciva a piazzare il colpo del vecchio maricone facendosi
invitare a Madrid da una tipa caruccia anche se nana, una
certa Manolì o Manolà, il che gli ha attirato
battutte notevoli visto quello che significa in Spagna farsi
una manola....Dall'Italia giungeva intanto la notizia del
sospirato versamento di Patrizia che ci avrebbe permesso
il ritorno, perchè dopo un pò roba che mangia
torna a casa...La domenica però, in una landa sperduta
e desolata , abbiamo girato le prime scene di un corto che
nelle intenzioni di Cristian dovrebbe rappresentare l'amore,
la natura e la fine del mondo. Ricordo di aver letto il
copione alla Rondinella; due fogli macchiati di vino e bruciacchiati
da una cicca, splendida metafora se non della fine del mondo
della fine di questo progetto...Sandro comunque si è
impegnato, dopo "emicrania" il film che pare sia
proiettato a Barcelona senza grossi allagamenti di sala,
si sente attore a tutti gli effetti, e poi faceva la sua
figura in una tuta bianca del consorzio agrario tanto che
pareva un gigantesco preservativo. Sul set è arrivata
una vecchietta che raccoglieva asparagi, apostrofando Cristian
" ma che fate, siete matti?" al che Cristian con
il suo sorriso olimpico le rispondeva " esactos ! Non
capisco un caccio! " .Siamo ripartiti prima che ci
sguinzagliasse dietro i cani. Si era messo a piovere ed
in paese un indigeno ci ha guardato male dicendoci "avete
portato un bel tempo di mierda! ".
Sì, il lunedì è arrivato in fretta,
e come abbiamo fatto i bagagli è tornato uno splendido
sole, un pò come alla fine di giugno quando ripartimmo
arrivarono frotte di donne, ma se no che maricones saremmo?
Cielo ha ripreso la strada per Madrid, noi per l'Italia
con David che triste e sconsolato dal giorno prima, ci telefonava
dopo due minuti per dirci quanto già gli mancassimo.
Tranquilo hermano dalla vida y libertad sin cargo ! Ritorneremo!
Ci mancano tanto le tue note flamenche sotto la luna, le
tue metafore sulla vita e l'amicizia, il tuo dipingere febbrile,
teniamo come una icona le pitture che ci hai dedicato. Non
c'è due senza tre, oramai la strada la sappiamo...
L'ultimo flash è nella notte una macchina che ci
supera almeno a 250 km/ora, come in una moviola impazzita,
forse era il diavolo, o i nostri pensieri o l'amico di David
che dopo il primo giorno è sparito nel nulla? Esactos
! Non capiamo più un caccio !
Alla frontiera con la Francia un poliziotto nervoso ci ferma,
ci squadra, chiede i documenti (compreso quello stinto e
scaduto di Sandro) e ci dice inarcando il sopracciglio "
italianos? Fotografi? Via via!!! " con aria schifata....La
leggenda dei tres maricones deprimidos è arrivata
anche quassù, inarrestabile......alla prossima, perchè
ci sarà, statene certi.
Hasta siempre
Il Director.
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