3. Alla casa della Rondinella...

Tanto tuonò che piovve, ma siccome alla casa della Rondinella persino il padreteno è un vecchio frikkettone con barba e capelli bianchi lunghi che si fa canne, legge i libri del fondo e di stampa alternativa, piovve alle 4 di mattina, e la festa internazionalista resistente si salvò.
Il 27 agosto è arrivato al galoppo, tra matrimoni Rom a Treviso, rientri dall'Argentina dei nostri amici di baldorie e di scritture, e corse a trovare tavoli, palchi, mixer e persino un bagno chimico. Già all'inizio settimana sono cominciati gli arrivi dei muratori veneti provvisti di tende, furgoni, camper, riserve tattiche di grappa fumo e prosecco, e soprattutto muscoli; un vero servizio d'ordine da paura, nemmeno la prima fila dei cazzottatori del palio ce la fa. Patrizia rediviva, riveduta e contenta, naturalmente ne ha approfittato per ripulire e sistemare fondi e fienile, prati e cantine, ma il top è stato raggiunto quando Marino si è affacciato al terrazzo per annunciare con gaudium magno che finalmente dopo un anno esatto era stato collegata l'acqua al lavabo di cucina! Basta con il lavare piatti e bicchieri in bagno, eh, ci mancheranno le cataste di pentole in cui si inciampava vicino alla tazza, o i piatti che trovavi nel lavandino quando cercavi di lavarti le mani, per non dire cosa succedeva con i bicchieri nel bidè...in compenso potevi trovare un tetto con lucernari elettrici e un salottino con libreria delizioso; quando dico che il nostro mondo è all'incontrario e che alla Rondinella(la vita è bella) abbiamo iniziato dal tetto, parlo sul serio. Il mercoledì sera in Piazza del Campo al concerto di Mory Kante e Miriam Makeba si è subito capito che la festa avrebbe avuto successo; tutti quelli che incontravo mi dicevano che sarebbero venuti con amici, parenti, cani e gatti al seguito. Il giovedì mattina vengo precettato al volo da Sandro; la sua auto è pressochè fusa ( noi spendiamo più di meccanici che di pane e vino) devo correre a Roma a prendere David che arriva in aereo dall'Andalucia verso mezzogiorno. Riesco ad arrivare come un fulmine verso l'una, la mia macchina è un pochino smarmittata, sembra una ferrari e va anche di più. L'appuntamento è naturalmente al bar, David è in forma nonostante non abbia mai dormito, con la chitarra e la valigia seria più che un gitano pare un papaboys un pò invecchiato, ma il suo sorriso è inconfondibile come la sua allegria e senso dell'umorismo. Suo figlio Gare è partito in pulmann dalla Francia e arriverà il giorno dopo a Siena. Porto David alla casa della Rondinella tra gli ululati di benvenido di Cielo, lo stappar prosecchi di Sandro e le riprese video del tercero maricon deprimido, Cristian, vero e proprio genio della lampada; memore di un ciringhito che aveva visto costruire ai tempi di Calbello lo rifà uguale in poche ore con tanto di tetto di canneggiole tagliate nei fossi vicino alla casa, è un grande anche come costruttore. Vestito con immancabile bandana e camicioni colorati patcwork sembra un vero maricon o, al più, un pirata scappato dalla cayenna, l'arrivo alla festa di Rosangela vestita in tema completerà il quadro. In più proietta con la telecamera la festa su un lenzuolo gigante rubato chissà dove e teso ad asciugare tra il palco e il ciringhito. Per il prato scorrazzano cani vecchi e nuovi, Fanio sempre silenzioso ed inquietante, bambini e ragazzetti impegnati da Patrizia a rastrellare e pulire, gli va bene che si è rotta la motosega altrimenti i pini abbattutti ai lati del bosco avrebbero formato la legna per l'inverno.In cucina viene assoldato chiunque passi, ma la fanno da padrone due medici, due donne tedesche Andrea und Karla che preparano quantità industriali di tutto. Il benvenuto a David va avanti fino alle sei di mattina, tra schitarrarte, abbracci e dichiarazioni di solidarietà eterna tra Las Negras e la Rondinella; come direbbe Alberto ( che sta tornando apposta dalla Puglia con Sara) è già un inferno. Il venerdì recupero il prode oste-muratore- intrattenitore Michele arrivato da Trapani, ormai dentro e fuori la casa siamo più di quaranta, e si susseguono gli arrivi, ma a lavorare, a parte i ragazzetti che ci si divertono, sono pochi, diciamo Franco e il suo squadrone di muratori veneti. Nel mentre che Francesco mette un pentolone sul fornellone da campeggio con tre kg di pasta per l'aglio olio e peperoncino, arrivano panche, tavoli, il palco e gli strumenti portati da Ale il bassista. La pasta ne tocca pochina a testa, Michele abituato a ben altri tonnellaggi di vettovagliamento, corrompe dei muratori e assalta con questi una tavola calda di Pianella; tornano dopo tre ore sorridenti, con la pancia ancor più straripante.Nel frattempo con Francesco siamo andati ad una fattoria vicina a prendere il vino; 225 litri di chianti rosso e 25 di bianco, e Sandro ha preparato un cocktail per il chiringhito, la lemonada(il nome non inganni) più una tinozza di 50 litri della sua famosa sandrya-sangrya filosofale, del tutto avanzerà ben poco. Io ho appeso bandiere e striscioni (quello appeso sul muro del fienile "Los tres maricones deprimidos" riscuote un buon successo..) mostre fotografiche, libri, gli articoli di Alberto dall'Argentina, e soprattutto ho occupato un pezzo di terrazzo coperto per mettere i sacchi a pelo miei e di Michele; alle cinque di mattina ci troverò in uno l'oste e nel mio un cane che convincerò a sloggiare facendogli il verso del cinghiale. Nella notte si susseguono gli arrivi, tra gli altri Sergio, Carlos (il cognato Argentino di Sandro), le ragazze venete bombere dell'agosto prima, che alle tre di notte ci salvano da un attacco di fame lupina con una insalatiera di riso freddo che si erano portate dietro di riserva, sante subito! Il clou della serata è stata la proiezione del film ( quasi in tempo reale ) delle avventure dei los tres maricones deprimidos a Las Negras; il montaggio di Cristian con la sua voce fuori campo e i siparietti neri scritti tipo film muto anni ' 30 sono da antologia, gli attori terrificanti, rivedersi è un incubo, la nostra immagine definitivamente compromessa..... Il sabato il campeggio è arrivato a 9 tende, nel campo ci sono decine di auto, Michele che ormai ha capito l'andazzo parte alle 9 per fare colazione con quattro muratori ben pasciuti; tornerà all'una confessando che dopo pasta e cappuccino non avevano resistito ad un teglione di pasta al forno fumante che costava meno di un panino...è il delirio alimentare oltretutto. Son saltati anche altri schemi; il chitarrista americano è sparito in mattinata dopo una nottata in bianco, il gruppo di Ale non è al completo e Stella al sax l'aspetteremo invano( i pisani, si sa...) in compenso sono arrivati due tedeschi brindelloni che daranno buona prova di sè sul palco prima di ubriacarsi come scimmie, Fulvio, il napoletano che quando agguanta la chitarra non la molla più, ed un gruppo di suoi amici con tamburi e tamburelli con una brava cantante che trascineranno tutti in una pizzica infernale manco fossimo alla notte della taranta. Al tramonto inizia l'invasione vera e propria, verso mezzanotte tocchiamo almeno le 200 presenze, il via vai è notevole, ci sarà chi come il Papero e i suoi amici arriva persino alle 4 fresco fresco come se si fosse appena alzato. Il ciringhito viene magnificamente gestito da Fulvia, i suoi cugini e amichetti vari, pare una scena de il mondo salvato dai ragazzini. Marino prende la cassetta delle offerte e fa versare un obolo a tutti, persino a noi, pretende pure un euro a cane, riuscirà a tirar su soldi quasi bastanti per le spese.Il bancone dove serviamo cibo e vino è preso d'assalto, qui si distinguono oltre alle cuoche la neo sposa Cinzia e consorte, ma anche purtroppo il sottoscritto, che più che libri serve boccioni di vino. Diamo valanghe di pasta ( due tipi) ,pasta e fagioli, tortini e uova sode, porchetta, prosciutto, formaggio, patate alla bavarese, crostate, crepes alla nutella e strudel; qualcuno ha sicuramente digiunato da giorni, mangerebbe anche il buio,anzi, più di Michele. Il quale si è impossessato del microfono e tra urli da stadio presenta, invita, descrive la scaletta della serata, che dedica oltre che a Sandro, Patrizia e Fulvia, anche ai muratori Franco, Marino, e Dario che purtroppo brinderà dalle stelle. Suonano prima separati e poi tutti insieme un pò tutti, ma l'attrazione della serata sono David e suo figlio che onorano il flamenco facendo ballare un bel pò di gente. Riescono ad improvvisare anche una canzone sui tres matricones deprimidos; come ci dice Vladi qui siamo definitivamente bruciati come eterosessuali. A mezzanotte l'amico giocoliere di Gugel improvvisa un numero di mangiafuoco per grandi e piccini, notevole, non tanto in assoluto ma considerato il fatto che fosse totalmente ubriaco, un miracolo di equilibrio. Dopo l'ultimo set di David alle tre si impossessa del palco Fulvio e la banda dei napoletani con tamburi e pizzica, molleranno solo alle quattro per l'inizio della pioggia, ma David riprenderà sotto la carraia coperta fino alle cinque per i sopravvissuti. Alle otto ci sono ancora una trentina di persone sveglie che si aggirano come il day after tra acqua e tuoni e vani tentativi di portare fuori dal campo le auto parcheggiate. Un tipo dorme fulminato su una sedia in un angolo del fienile, un altro dorme in auto con i piedi che spuntano dal bagagliaio, un orso tedesco russa come un elefante in terrazzo; quando si dice dormire alla grossa. Michele ha chiesto la chiave dell'auto ai miei figli ma poi lo trovo dopo varie ricerche a dormire nella mia. A mezzogiorno sgombriamo, l'appuntamento è per il prossimo anno!