| 1. Los tres maricones
deprimidos tra gli anarcogitani dell'Andalucia
Sandro aveva lanciato un appello;
occorreva una macchina capiente ed un paio di volontari
per mettersi alla ricerca di sua sorella Cielo, dispersa
dalle parti di Las Negras in Andalucia da tre anni. Possiamo
fare molte strane cose nella vita, da mettere su famiglia
a timbrare cartellini, persino a sopportare lo spettacolo
indegno di un paese chiamato Italia, o quello televisivo
penoso e ipocrita chiamato live 8 per l'Africa con maturi
panzoni che facevano il verso agli who ed ai pink floyd,
ma dire di no a Sandro non possiamo, che sia costruirgli
una casa, fotografargli i laureandi, o portarlo in Andalucia
alla ricerca della sorella perduta, non possiamo proprio,
è troppo tenero, e ci fa tenerezza, siamo fatti così.
E poi amiamo viaggiare alla ricerca del nostro senno, un
pò come l'Orlando furioso. Allora siamo partiti,
io, lui e la contrifigura di Nicolas Cage, ovvero il compositore
pazzo nonchè operatore video computerista saxofonista,
Cristian. Siamo partiti è un eufemismo, perchè
prima abbiamo dovuto rinviare la partenza al 22 giugno causa
proprio una bella causa in tribunale a Grosseto (vedi il
sito wwww.associazioneilfondo.it che una causa così
può capitare giusto a noi..) Poi al 23 giugno causa
pezzo mancante alla macchina, poi al 24 quando appurato
che la macchina traditora era defunta il meccanico, impietosito
da Sandro vestito da mare con le gambette secche e torte
fuori dai pantaloncini ed una maglietta piena di pesci,
ha deciso di prestarci l'auto di sua moglie, una turbodiesel
con 350000 km piena di peli di cane e cassette musicali
di Jesus Christ Superstar. In ostaggio abbiamo lasciato
il cinquino di Cristian, che ci ha ripensato, ma oramai
eravamo a Genova. Il primo turno di guida l'ho fatto io
da Massa a Tarragona, 12 ore, 1200 km, poi mi hanno staccato
a forza dal volante che cominciavo ad avere le allucinazioni
sonore dopo due notti senza mai dormire. Dopo altre 10 ore
siamo arrivati in una zona bianchissima, questa volta è
stato Sandro a pensare di vedere un miraggio ma Cristian
ci ha spiegato che erano serre ove vengono prodotte frutta
e verdure, incredibile, centinaia di km ricoperti di serre,
manodopera araba ma anche russa e lituana. Infine passato
Campo Hermoso siamo entrati nel parco naturale di Cabo de
Gata. Luoghi veramenti stupendi, calette spiagge vulcaniche
rocce e montagne che precipitano in mare, dune sabbiose
immense, ed un acqua trasparente, la terra una volta era
così, forse. Las Negras era un villaggio piccolo
piccolo di pescatori, il nome non deriva dalla montagna
di origine vulcanica, il Cerro Negro, che precipita in mare,
ma dal fatto che dopo un naufragio il paese si riempì
di vedove vestite a lutto. Adesso il villaggio è
un pò cresciuto ma le case son tutte piccole basse
e bianche, senza tetto, d'altra parte dicono che da queste
parti ci venga il Sole a passare l'inverno, e la luce è
assolutamente bellissima, portentosa. Non ci sono più
vedove ma molti giovani post freakkettoni, che dormono nelle
grotte, nelle tende, con torme di cani e porri (canne) in
continuazione, nei bar, nelle strade, ovunque, sembra di
stare ad Amsterdam nei primi anni ' 70. Musiche e risate
fino all'alba, nessuno che chiami la policia, niente parcheggi
a pagamento nè vigili per ora, insomma tale e quale
a Siena o Follonica, no? Sulla spiaggia c'è un chiringhito,
un bar fatto di legno coperto da una tettoia di frasche
aperto su tre lati, con musica porri e bella gente ad aspettare
che salga la Luna e poi il Sole. Lo gestisce un ragazzo
italiano scappato qua venti anni fa, ci dice che l' Italia
è bella per farci un giro, noi l'avvisiamo che è
diventato proibitivo anche il giro. Finalmente alle sette
de las tarde spunta dalla zona nudisti Cielo ( oh! Cielo!
) e poi arriva il suo amico David (accento sulla a) . Siamo
quasi commossi, i Marotta brothers riuniti! Non intuiamo
che sono la peggiore accoppiata dopo Nitro e Glicerina,
ne avremo presto le prove....(fine prima puntata)
David ci invita nella sua casa per lavarci un pò
e farci un aperitivo; aperitivo che durerà dalle
sei alle nove, trasformandosi presto in un inferno di porri,tapas,
birre,vino,altre tapas e altri porri,schitarrate,visite
varie, finchè ci ritrasferiamo tutti al chiringhito
sulla spiaggia sino alle 4 di mattina, con Cielo che ogni
tanto ulula " il mio fratellino! " gettandosi
su Sandro e attirando branchi di amiche e amici e un giro
di schiaffi di bevute, porri tapas musica sale la Luna salgon
le stelle Sandro che urla ( lo farà a dire il vero
per altri tre giorni) " ed è solo il primo giorno!
lo vedete dove vi ho portato orsi bruni, pezzo di maremmano(questa
è per me) maricones! " questa non la doveva
dire, che le amiche di Cielo cominciano a ridere ed a indicarci
a tutto il paese come los tres maricones italianos deprimidos
arrivati con el coche del meccanico, e giù risate
bevute porri cani gatti e berci, non è nemmeno un
inferno, è un delirio, però artistico.
La casa di David è una villa piccola ma bellissima
che domina il golfo, con una terrazza che ti mozza il fiato,
era dei genitori arrivati qui tanti anni fa, adesso è
in vendita, mi sa che precorre il destino di Las Negras,
ma finchè il paese ed i frikkettoni resistono lunga
vita! David merita più di tre parole; si definisce
anarcogitano, di mestiere fa il pittore e il chitarrista
di flamenco, nome d'arte Kabila, non è l'ultimo arrivato,e
non solo per le sue 55 estati sul groppone, no, è
che la classe non è acqua, tutt'al più vino
e porri. La cosa straordinaria è che nonostante dorma
e mangi pochissimo, ed al contrario beva e fumi moltissimo,
non solo parla e ti coinvolge con il suo sorriso aperto,
ma parla di tutto ed a ragion veduta, ha una cultura calda
e mostruosa, senza farlo pesare oltretutto. Mi coinvolge
con Fellini e Koudelka, con El Cordobes e la guerra civile
spagnola, con isuoi 5 figli franco-tedesco-spagnoli e le
sue canzoni strappavisceri, le sue furibonde schitarrate
ed improvvisi abbracci, i discorsi sulla luce nella pittura
e nella fotografia, le paelle miracolose che prepara su
due piedi corroborate dalle sangrye esplosive di Sandro,
tesse le lodi di Cielo che ama e rispetta anche quando non
la capisce (ma nessuno gattona più Cielo in paese,
David è buono ma una coltellata gitana non è
da escludersi, per cui..). David è nato in Francia
da genitori rifugiati colà dopo la guerra civile.
E' vissuto anche in Germania, ha sposato una insegnante
francese di conservatorio è tornato in Spagna. Ha
un rene di meno, 5 anni fa ha sconfitto un cancro smettendo
di nutrirlo ed attaccandosi alla vita ed alla sua arte,
poi ha rischiato la pelle per una discusione con due fascisti
madrileni che gli hanno teso un agguato a sprangate nel
buio, ha una spalla fracassata per questo, ma lo hanno salvato
alcune donne scese da un terrazzo, me lo fa notare con un
sorriso indescrivibile, erano donne che aveva amato, gli
volevano ancora bene evidentemente. Ha uno studio in mezzo
al nulla della campagna arida, però ha studiato le
finestre una per una in grandezza ed inclinazione, al tramonto
la luce che entra fa un concerto di luce...... ( fine seconda
puntata )
Naturalmente proponiamo e sanciamo subito con un bel giro
di brindisi, il gemellaggio tra Las Negras e la casa della
rondinella di Sandro (vedi le avventure dell'anno scorso
sulla banda dei muratori-fotografi della rondinella) . A
rafforzare il patto la promessa gitana di esser presenti
alla festa di fine agosto con David e suo figlio alle chitarre
e Manola( ahi ahi ahi,la fidanzata del figlio que guapa!
) alle danze flamenche. Uniche condizione posteci, 100 litri
di birra un etto di porros e un bidone di sangrya esplosiva
di Sandro per i tre giorni della festa. Sandro urla che
ci pensa lui e abbraccia David, Cristian con la videocamera
abbraccia la scena, io per non sfigurare abbraccio Manola
urlando "que viva Zapatero !" che non c'entrava
nulla ma nello stato in cui siamo suscita comunque una ovacion
! (volete mettere? sentite come riempie la bocca; Za-pa-te-ro
Za-pa-te-ro, è colmo di sole, invece pensate a Borghezio
che urla bu-ssi-bo-ssi, sa di lavoro e di nebbia, specie
nel cervello...) Ormai son saltate tutte le marcature ed
orari. La giornata inizia verso le tre del pomeriggio con
un pranzetto alle volte in trattorie da braccianti nei paesini
di campagna ( 6 euro, mangiando e bevendo a sfare, come
a Massa, no? ) oppure con paste fantasiose cucinate da Sandro,
mentre Cielo è in giro con David, oppure dorme al
mare, con i piatti lavati da Cristian, mentre io scrivo
o mi imbosco sul terrazzo fingendo di fotografare. Verso
le sei-sette un pò di mare settore rocce e nudisti,
con Cristian vestito più del normale e Sandro nudo
come un veneto bianco nudo, uno spettacolo da incubo diurno.
Il Sole tramonta un' ora più tardi, alle nove giro
di aperitivi, Sandro li conosce tutti, tapas, porri,tinto
de verano e magari pure quello che noi chiamiamo karakijo,
un caffè bollente al brandy, una botta unica, più
potente del Sole alle due. Dopodichè cena andalusa
o italiana, dopocena giro dei bar e tappa finale al chiringhito
ad aspettare prima la Luna e le stelle poi l'alba, mentre
David parla, parla, propone di mandare un fax al meccanico
dicendogli che la macchina è rotta di mandare un
vaglia che ci facciamo altre due settimane a scrocco, oppure
di vendere la macchina in Marocco, idem come sopra più
un kg. Ma noi siamo ragazzi integerrimi, ed invece ci facciamo
portare dalla nostra guida indigena Cielo ( che ormai parla
italiano con forte accento spagnolo e non l'inverso) per
luoghi meravigliosi, spiagge disabitate, grotte sul mare,
dune immense tra agavi e palme che sull'orizzonte marino
senti profumo d'Africa...Per quanto caldo il vento secco
asciuga e rinfresca, alimentando la nostra sensazione di
euforia e follia. Infatti un giorno alle due propongo a
Cristian di marciare su una spiaggetta occupata da trent'anni
dai frikkettoni, S. Pedro(Almodovar), raggiungibile solo
a piedi per un sentiero di capre di 6 km.Lasciamo Sandro
che sembra mago Merlino intento a preparare una sandrya,
e ci avviamo sparati con due bandane da maricones verdaderi
in capo,la videocamera e la macchina fotografica. L'andata
è magnifica, il panorama incredibile quando scavalchiamo
la montagna a picco sul mare, solo vento, silenzio,rocce
negre e azzuro all'infinito, la discesa su S. Pedro è
la scoperta di un castello diroccato e di tende e teli mentre
una scriita ci avverte di spogliarci prima di entrare nel
paradiso...... (fine terza puntata)
A S. Pedro il tempo sembra essersi fermato al 1977 o giù
di lì. Nel castello manca giusto che sventoli la
bandiera nera dei pirati insieme a quella della Giamaica,
in compenso abbondano teli, amache e piantine dall'aria
conosciuta. Giù nella spiaggia in gran parte nudista
ci sono anche tre quattro case diroccate riverniciate occupate,
trasformate in bar esposizioni di artigianato e music pub.
Tavolini bassissimi con stuoie danno idea di fumeria d'oppio,
mentre bambini corrono nudi saltando come gatti giocosi;
non posso fare a meno di notare che a tre anni la femmina
ha già accalappiato il maschio e lo trascina con
tanto di fune manco fosse un cane lupo. Lungo la falesia
grigio celestina ci sono tanti piccoli dolmen fatti con
i sassi accumulati, un cartello del parco naturale avverte
che siamo in una oasi ecoambientale fragile, che sono vietati
fuochi, campeggio libero e cani senza guinzaglio, ovvero
esattamente tutto quello che popola S. Pedro, ma nonostante
che sia così da 30 anni l'oasi non sembra proprio
averne risentito, anzi, una ragazza ci spiega serissima
che qui il problema in agosto più che il sovraffollamento
è l'acqua che provoca dissenterie notevoli, per cui
vengono tenuti ai nuovi arrivati dei corsi rapidi di sotterramento
con pala della propria merda, ce lo dice mentre mangiamo
dei semi di girasole che già avevo spacciato per
stramonio a Cristian che comincia a deglutire vistosamente,
ma non fa in tempo a riprendersi che arriva una cameriera
nuda che ci porta due birre, e qui Cristian inizia a sorridere
completamente ebete, inizia a registrare nella videocamera
l'intenzione di non tornare più indietro, ma fortunatamente
finisce il nastro e quindi l'amore con Rosangela è
salvo, quando si dicono i dettagli. Ad un certo punto arriva
una barca a motore guidata da un vecchio freak che sembra
un incrocio tra un aborigeno australiano ed una drag queen
bionda. Comincia uno sbarco di casse di birra di mano in
mano sino al bar, nonchè altri pacchetti, ma meglio
non indagare troppo. Per il ritorno volevamo chiedere un
passaggio barca, ma il mare è mosso assai, decidiamo
che è meglio farci spolpare dagli avvoltoi che ci
aspettano sul passo in montagna che annegare in vista di
Las Negras. Cielo e Sandro ci avevano assicurato che il
sentiero era agevole e percorribile in 30 minuti, in realtà
è a strapiombo che se sbagli non ti ritrovano più
e ci vuole più di un ora di buon passo, figuriamoci
col nostro al ritorno, un dramma.I Marotta brothers sono
famosi per l'ottimismo dei loro numeri; a sentire Sandro
in Italia saremmo arrivati in 12 ore (22 in realtà)
avremmo trovato branchi di donne fameliche amiche di sua
sorella che ci avrebbero spolpati vivi ( tre tipe ultrafidanzate
ed una con cui avremmo perso qualunque torneo di braccio
di ferro che ci urlava in continuazione - maricones deprimidos
! cono ya ! - ) mentre Cielo raccontava di paghe ai camerieri
del ciringhito di 2500 euro che poi forse erano pesetas,
e da ultimo non gli davano un cazzo proprio, due birre ,due
porros e pedalare.
Sia come sia riusciamo a trascinarci fino a casa implorando
agua dai passanti, una scena da spaghetti wester di terza
categoria, qui troviamo Cielo e David che stavano organizzando
i soccorsi disperando di vederci rientrare, mentre Sandro
mestava tranquillo tra i suoi alambicchi per la sandrya,
assaggiando di tanto in spesso. RICETTA della Sangrya Sandrya
; 5 litri di vino da tavolo rosso, 1 litro martini bianco,
1/2 litro gin e rum, 1/2 kg zucchero, 2 kg pesche per e
limoni a pezzi, 4 stecche di cannella chiodi di garofano,
macerare per l'intera giornata aggiungere alla fine qualche
blocco di ghiaccio, servire senza frutta. Salud ! cono ya
! Pensate che con una mega paella di David siamo riusciti
a finire la sandrya in otto persone in quattr'ore; problema,
quanta sandrya ha ingurgitato Sandro? ( fine quarta puntata...)
Sandrokan ( e le sue pirle di labuan) merita un capitolo
a parte, che potrebbe intitolarsi "braccia rubate a
Zapatero". Partito dall'Italia con il beneplacito di
quella kapò di Patrizia (anzi, con la benedizione
un pò sospetta di Patrizia, si sa le donne sanno
come organizzarsi...) che gli ha pure ingiunto di ritornare
diverso(maricon?!) se ha dato il meglio di sè nella
ricerca di bar autentici a buon mercato e della sandrya
filosofale, si è rivelato un autentico disastro come
cane da penna, cioè da topa. Dopo la sòla
delle amiche di Cielo, dopo averci fatto guadagnare il titolo
imperituro di maricones deprimidos in tutta Las Negras,
non pago è andato all'attacco di tutto il genere
femminile che passasse dalle sue parti, dai 15 ai 75 anni,
con risultati sempre più disperanti. Oltretutto dopo
la mezzanotte riusciva a parlare male qualunque idioma,
facendo esclamare a David - ah, traductore fatal ! - mentre
Cristian, noto per parlare bene l'inglese scritto, lo tirava
disperatamente a destra e manca per farsi tradurre qualcosa,
ribeccandosi invece solo la qualifica di maricon deprimido.
La prima vittima di Sandro porta la complicità involontaria
di Cielo, che aveva preannunciato l'intenzione di presentare
al fratello una tedesca un pò passoccia, ma ben fornita
di ville in loco. Sandro si è entusiasmato all'idea
di vederci tutti sistemati con una villa a testa (commovente
l'altruismo di questo maricon) ma complici una dozzina di
canas(birre alla spina) e coca e rum a testa, nella notte
al chiringhito ha beccato una tedesca sbagliata, squattrinata
almeno quanto noi. Appena avvertito da Cielo ho rincorso
Sandro per farlo tornare indietro, mentre Cristian provava
a svignarsela, ma oramai aveva invitato la tipa a cena a
casa nostra, e non ha sentito ragioni. Risultato; una cena
delirante sino alle sei di mattina, con la distruzione delle
nostre scorte di birra(40 lattine) la tedesca che se ne
andava solo dopo che l'avevo minacciata di morte insieme
a Sandro brandendo uno sgabello di ferro,( sì perchè
ogni tanto io voglio dormire) Cristian che aveva lasciato
acceso la videocamera durante l'assalto di Sandro alla tipa,
che più che passoccia (anche se Cielo diceva avesse
52 anni,ma si è vista l'attendibilità con
le cifre dei Marotta...) pareva decrepita, forse la segretaria
di Himmler fuggita nel '45 , chissà. Un video dell'orrore,
prontamente distrutto.Ed un pericolo di morte scampato visto
che la tipa abbiamo scoperto essere in relazione ad uno
che scherza poco, ma poi il giorno dopo Sandro lo ha incontrato(io
e Cristian per la verità avevamo detto al tipo dov'era
Sandro; begli amici eh?) è finito tutto a tapas y
vino per fortuna. La seconda tronata Sandro l'ha presa agganciando
una splendida quarantenne mora madrilena occhioni da ammaliatrice,infatti
si chiama Amelia. Cristian altrettanto entusiasta, visto
che la tipa lavora nei video professionali per il ministero
dello sport, io naturalmente sicuro che parlasse con loro
ma schioccasse solo a me occhiate inequivocabili. Come quella
che ci ha lanciato il suo uomo, un tedesco gigantesco, spalleggiato
da altri due armadi, che ci hanno detto essere il boss della
droga della zona. Il giorno dopo non siamo andati in spiaggia
dove Amelia ci aveva dato appuntamento, ridendo ( forse
voleva girarci un video sotto tortura per studiare le reazioni
dei nostri muscoli, simpatica eh ...). Ma la terza definitiva
musata, la più dolorosa e duratura, Sandrokan se
l'è cercata nel bar del Cerro Negro, un bar molto
freak e impegnato(anche a chiudere i battenti d'improvviso
alle due di notte con diversa gente dentro, che poi che
succedesse non si sa...) innamorandosi della barista, Lidia.
Ora, va bè che ci aveva scambiato due chiacchere
una sera al chiringhito, va bè che Sandrokan comincia
a non vederci bene ed a sfuocare le foto, va bè che
forse la fame saliva e voleva darci una lezione di machismo,
va bè che i gusti non si discutono, MA a tutto c'è
un limite, ed io, Cristian, Cielo, persino David, abbiamo
cercato di farlo ragionare mentre spendeva i suoi ultimi
euri in colazioni e aperitivi al bar senza neanche che Lidia
lo cacasse di striscio, beccandoci oltretutto i suoi lamenti
notturni - ahi Lidia dove sei, ma te chi cazzo sei, svelerò
il tuo segreto, mi amor, mi alma, mi vida, Lidia Lidia,
mi sento un ragazzino ed il cuor mi pulsa... - virguenza
Sandro, virguenza! Che Lidia oltretutto è anoressica,
zombie ambulante, isterica, lunatica, asociale,bombera e
maricona, nonchè antipatica, e lui ad invitarla a
destra e manca...risultato zero,zero, maricon deprimido
y fallito !...... ( fine quinta puntata...)
Per far sbolire gli ardori di Sandro ho organizzato una
gita al cortijo de los fraile, una fattoria andalusa ormai
abbandonata, teatro del noto dramma di Garcia Lorca, storia
d'amore,gitani e morte. Il cortijo si raggiunge dopo aver
passato una miniera d'oro abbandonata, e km di strada sterrata
persi tra paesaggi lunari e agavi immense. Sembra di essere
tornati nel passato non fosse per la nostra auto, anche
le mosche son di quelle che ricordavo da piccolo quando
avevamo gli animali, piccole e mordaci. Sandro naturalmente
approfitta per declamare in spagnolo poesie alla Lidia assente,
Cristian riprende tutto, instancabile, anche i miei deliri
orali, torrenti di parole più noiose delle mosche
andaluse. Sarà il caldo ma vedo in una visione il
villaggio com'era, le bestie da soma,i vestiti colorati,il
brillar delle lame...Cristian mi assicura che è un
effetto collaterale dei porros di David, roba fresca, non
siamo più abituati. L'indomani riusciamo ad alzarci
prestissimo (mezzogiorno) e partire per Granada. Sia io
che Sandro manchiamo da trent'anni, una eternità,che
nel frattempo la Spagna è decollata e ci ha lasciati
indietro. Eppure il centro storico non mi pare molto diverso,
e l'Alhambra, ah, qui non ci son parole, va vista e assaporata
per ore come facciamo in religioso silenzio. Sandro ci aveva
raccomandato di stare attenti ai portafogli ed alle macchine
fotovideo, ma sono gli altri che quando ci vedono si scansano
impauriti, non noi, la sorveglianza ci guarda in tralice
da una sala all'altra gracchiando qualcosa nei walkie-talkie,
mi pare di capire - attencion, tres maricones italianos
deprimidos y depravados... - in effetti facciamo paura,
sembriamo tre evasi in pantaloncini con le scarpe sfondate
e impolverate, è già qualcosa che non ci fermino...Sandro
scova un bar ruspante che sembra quello del povero pucino
a Massa di venti anni fa, con la gente seduta sui bidoni
di birra, tipi da bar andaluso, decisamente, lavagnette
con i prezzi ( ridicoli) delle tapas, un bagno da indagatore
dell'incubo, ah, questa è l'umanità che resiste
cocciuta, secondo i suoi ritmi, almeno fino a quando un
ipermega mercato non li demolirà e seppellirà
clienti compresi. Al ritorno passiamo dalla Serra Nevada,
ormai al posto dei mulini a vento di Don Chisciotte ci sono
enorme pale eoliche che producono energia, ma l'effetto
è quello di secoli fa, ognuno ci vede quel che gli
pare, mi piace poco il mondo, mi piace di più il
mio( come diceva quel tale che non possiamo più citare).
Ormai incombe luglio, l'arrivo a frotte di turiste, e quindi
noi decidiamo di partire, siamo bastian contrari, ci piace
andare controcorrente. David ci presenta tutti i suoi figli
(ufficiali) e promette di venire alla grande festa d'agosto,
chissà,aggiunge Cielo. Torneremo mai? Chi può
dirlo, facciamo il pieno di questa luce straordinaria che
si rifrange sui muri bianchi e un pò ci limpia anche
l'anima, mentre Sandro declama Antonio Machado " caminante
no hay camino, el camino se hace andando,golpe a golpe,
verso a verso " e mentre io detto le condizioni di
una sigaretta ogni ora( è bello vedere questi tossici
svegliarsi da soli alle tre di notte mentre guido nella
Spagna addormentata per fumarsi una cicca...) Cristian riprende
la scritta che campeggia sul lunotto polveroso del coche
del meccanico carico all'inverosimile dei pacchi di Cielo;
" Los tres maricones deprimidos" .
Que viva Zapata, que viva Zapatero, esto es el resoconto
di un hermano sinceiro !
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