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Scrivere necesse est
Scrivi, ti prego. Due righe sole, almeno,
anche se l’animo è sconvolto e i nervi non tengono
più. A denti stretti, magari delle cretinate senza
senso, ma scrivi. Lo scrivere è una delle più
ridicole e patetiche nostre illusioni. Crediamo di fare cosa
importante tracciando delle contorte linee nere sopra la carta
bianca. Comunque, questo è il tuo mestiere, che non
ti sei scelto tu ma ti è venuto dalla sorte, solo questa
è la porta da cui, se mai, potrai trovare scampo. Scrivi,
scrivi. Alla fine, fra tonnellate di carta da buttare via,
una riga si potrà salvare. (Forse). Dino Buzzati
Ripenso spesso a queste righe, e sono convinto
che Buzzati abbia colto due concetti importanti dello scrivere:
il primo è considerare lo scrivere una ridicola illusione,
il secondo è sottolinearne la primaria importanza che
può avere nella nostra vita.
Il 10 Marzo scorso è morto un giornalista francese,
Jean Dominique Beauby, il quale, dopo una malattia che gli
aveva immobilizzato tutto il corpo, tranne una palpebra, proprio
grazie a questa palpebra, muovendola sul modello dell’Alfabeto
Morse, è riuscito nell’incredibile impresa di
dettare un libro.
Dunque è bastata una palpebra, una piccola palpebra,
per riuscire a comunicare al mondo ciò che aveva dentro,
ma tutto questo sovrumano sforzo in nome di cosa è
stato fatto ? In nome di chi ?
La risposta ce l’ha fornita prima Buzzati: si scrive
per vivere, per trovare una scialuppa di salvataggio in questo
mare in tempesta che è il mondo, per coltivare ridicole
e patetiche illusioni, per riuscire a salvare una riga da
una tonnellata di carta. (Forse).
E questa risposta è certo nota a Moralità Provvisoria
ed a tutti i Moralisti che si sono ritrovati, per strade diverse,
su questa scialuppa di salvataggio sempre sul punto di affondare,
senza altro scopo che lo scrivere per lo scrivere, per confrontarsi
con se stessi e con gli altri. L’esempio che ci può
venire da Beauby è importante, come importante è
coltivare una speranza legata a quella piccola palpebra che
ha dettato il libro: dalle piccole cose possono nascere grandi
cose, lo spirito umano può vincere qualsiasi battaglia,
può ancora riuscire a salvare quella riga di cui c’è
bisogno per credere in un futuro migliore. Forse.
da Moralità provvisoria,
Alessandro Tozzi
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