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La vita si scrive
Partenza allegro allegro
alle due del pomeriggio mentre una poiana gigantesca mi svolazza
sul tetto di casa (porterà bene?) con la opelmobil
a gas prossima oramai ai 400000km, consuma un po' di acqua,
ma ha un'anima le parlo come ad un familiare e mi riporta
sempre a casa.
Per la strada carico Alberto prossimo autore
nella collana del Fondo Boccardi del libro "Potassa"
che è la storia dei sovversivi maremmani durante il
ventennio fascista tratta direttamente dagli archivi di polizia,
ma cucinata magistralmente da Albertone che se lo vedi capisci
come erano 'sti maremmani; lui ha avuto più fortuna,
è sempre in circolazione
L'ingenuo (nel senso che pensa di incontrare
un editore normale) deve vedere Marcello Baraghini, il super
one man band, l'inventore del festival in odio al regime culturaltrash
di Mantova e degli alessandri straricchi, l'editore di Stampa
Alternativa, il fricchettone compagno fratello ideatore dei
libri mille lire, manuali di coltivazione canapa in anni eroici
nonché latitante pastore alla fine degli anni '70 per
aver come direttore responsabile dato la sua firma a tutti
e beccato in cambio 156 processi e qualche decennio di condanne.
Arriviamo a Pitigliano, sempre splendida,
alle 4 del pomeriggio, con un congruo anticipo proprio per
incontrare Marcello, ma scopriamo prima la sospetta coincidenza
del festival con la manifestazione cantine aperte a cui subito
diamo il nostro entusiastico contributo, poi Marcello a braccetto
con uno degli autori (l'arzillo tombarolo gentile, ottant'anni
a gamba) che passa a 5 cm da noi senza riconoscerci, numero!!!,
ha un sorriso beato una maglietta con jerry garcia ed un cappellino
con scritto "la vita si scrive" e la vite si beve
aggiungiamo noi.

Fuori dalla sala è tutto un mercato
di libri di Stampa Alternativa con banchetti che si alternano
a gruppi di donnine sedute su seggioline impagliate alla mediterranea
maniera, branchi di turisti famelici, bimbi che giocano a
pallone usandoti come bersaglio, romani con lo zuccotto in
cerca della vicina e restaurata sinagoga, e persino un vigile
autogestito alternativo che con un fischietto cerca di regolare
il traffico di motorini ed apetti nella via strettissima e
sovraffollata con discreti risultati; alla fine si conteranno
solo tre dispersi ed un paio di motorini giù dalla
rupe.
Nella folla trovo vecchi e nuovi amici, critici
radicali, scrittori in divenire, scrittori già affermati,
fotografi un fottio tutti meglio di me, c'è uno che
spara qualcosa come tre scatti al secondo, solo dopo tre ore
che lo osservo inebetito o che mi zompa davanti quando sto
per scattare io (è da questo che si riconosce un fotografo
ricco da uno povero) mi rendo conto che ha una mega nikon
digitale e che Marcello (venduto, zoccolone!) gli ha dato
in appalto le foto dei libri della giornata e non solo.
Alberto cerca sempre di bloccare un Marcello
elettrico ma viene scambiato per Fabrizio e mandato a fare
servizio d'ordine (?!) alla porta che la sala è già
stracolma, intanto corre voce che Claudio Lolli è stato
avvistato qualche cantina prima nientemeno che con Guccini,
compagni di merende.
Intanto la manifestazione prende il via con
un incontenibile Antonello Ricci che presenta il carbonaio,
il cocciaio, la contadina, il tombarolo (che è suo
cugino, ci corre 50 anni non ho capito come ma son cugini
davvero) gli fa domande risposte considerazioni e legge i
brani (tranne Luciana Bellini che non la ferma e non la tutela
nessuno) tiene i tempi contingentati con al polso il mio orologio
(lo bloccherò con presa rugbistica mentre cerca di
svignarsela in una pausa) ed è veramente un grande
perchè lega ed amalgama il tutto, anche se i vecchietti
terribili una volta sciolti vanno come treni e ricevono caterve
di applausi; sono il nostro buena vista pitigliano alternativa
social club!
Nella pausa tra il primo e secondo tempo
fraternizziamo con i locali in un bar ove alcuni guardano
Italia-Galles ululando come pazzi finchè arrivano 4
tipi in frac con tromba trombone sax e un esibizionista con
tanto di impermeabile chiaro che saltano sulle sedie e gli
sparano un acuto sulla pelata, grandi!!

Veniamo richiamati tra un bicchiere e l'altro
dalla cucina brasiliana con tanto di vero angelo di bahia
che è ad offerta per costruire una scuola per i ragazzi
di strada, marcello ha pensato anche a questo, qui incontriamo
tra gli altri davide di fotografi senza frontiere, Nicola
di Orbetello che presto aprirà un'osteria a sorano
e che tutte le volte mi dice di salutargli fidel-sarà
fatto presto - e Claudio Morici di "Matti slegati"
(appunto!) e tutti mi parlano di Daniele e "Vite minime",
cavolo, a qualcosa dunque è servito fare il libro...
poi non so perchè mi chiamano a destra e sinistra e
mi fotografano in gruppi vari fanciulle adorabili, deve essere
l'effetto
delle salsine afrodisiache brasiliane.
Ricomincia il festival con Claudio Lolli
che dimostra di esser vivo (!) e di lottare insieme a noi,
mi scappano anche due lucciconi quando fa una versione di
"12 dicembre, quella sera a milano era caldo, ma che
caldo che caldo faceva, è bastato aprir una finestra
una spinta e pinelli va giu'.." poi tutti a toccarsi
le palle quando avvisa Marcello di stare attento che il potere
non dimentica e si vendica anche a distanza di tempo (vedi
sofri e bompressi) ma per il resto va benone, è venuto
su bene nonostante i suoi genitori da piccolo lo mandassero
sempre al mare a Rimini.

Ci si avvia al terzo tempo con il tributo
ad Antoine Artaud ed i pitigliani social club sempre più
arzilli nonostante l'ora, io invece come cenerentolo a mezzanotte
e qualcosa memore dei 140km che mi aspettano con traversamenti
di cinghiali caprioli volpi istrici e ricci (Antonello) saluto
e lascio alberto in balia di marcello, devono ancora parlare
del libro, pare che la festa sia proseguita fino all'alba,
voci incontrollate davano alberto a sorano anche oggi sempre
più contento della piega che hanno preso gli avvenimenti....
LE PAGELLE:
Marcello Baraghini: 111 e lode,
non si ferma mai nemmeno per
dormire mezzora di notte, riesce a trasformare in realtà
i sogni più
inverosimili, e non gli potete togliere neppure la patente
dopo l'etilometro, perchè non l'ha mai avuta come noi
poveri fessi comuni mortali, ZEUS!
Antonello Ricci: 9,90
incontenibile sulla fascia antropologica-culturale, coordinatore,
presentatore, intrattenitore, professore, rimatore, tira fuori
il colpo di teatro con il tombarolo cugino nonchè fauno
e quindi faunetto anche antonello, quasi perfetto, l'unica
cosa che non gli riesce è fregarmi l'orologio, ma è
già un mito.
Luciana Bellini: un po' sacrificata
a centrocampo dai vecchietti terribili, ma come gli dai il
via travolgente come al solito, vedere l'intervista sul venerdi
di repubblica, in più dirotta parte della festa il
giorno dopo a manciano ove ha anche li i suoi libri nelle
cantine aperte, a Pitigliano ha fatto il tutto esaurito,ed
è dolce e tenera come al solito, dieci+
!
Elvo, marito di Luciana; dietro
il successo di una grande donna c'è un grande uomo,
paziente sorridente e disponibile, ed elvo lo è, e
in più produce e porta dietro sempre ettolitri di un
gran morellino, dieci a Elvo e dieci
al suo morellino.
Claudio Lolli: è vivo e canta
insieme a noi,non è poco, anzi è moltissimo,
gli perdoni anche di averti per sempre depresso e rovinato
la giovinezza dopo l'ascolto di "io ti racconto lo squallore
di una vita vissuta ad ore.."di trenta anni fa..., nove,
magico.
Marco Dotti: autore del libretto
del festival con citazioni da Carmelo Bene a c. manson, otto
e mezzo (di fellini), anche se qualche ubriaco entrato
dopo mezzanotte in sala scambiandola per una cantina dopo
averlo ascoltato trentasecondi ha esclamato "chedupalle!"
I vecchietti terribili; 80 (anni)
per uno, indomabili, veri, standing ovation
e leggete i loro libri!
IL MANIFESTO quotidiano comunista
snob e alias, sticazzi! zero, zero!
è stato l'unico a non accorgersi dell'evento a propinarci
imperterrito pag. di pippe di sinistra e del festival di sanremo-mantova,
e noi bischeri a comprarlo, zero assoluto a lui e orecchie
da somaro a me.
la finisco qui ma ce ne sarebbe di
cose da dire, a cominciare da alberto che pare faccia il pastore
insieme a luciana...
Stefano Pacini
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