Feltrinelli addio....

Può un piccolo editore concedersi il lusso dell'assoluta autonomia? Certo, a patto che "nessun sole lo illumini", ovvero che non dipenda da nessun altro al di fuori di se stesso e delle proprie scelte.
Se non ti affidi alla grande distribuzione, ma punti ad un mercato alternativo gestito in proprio, avendo il coraggio di proporre libri nelle stazioni, nei bar, nelle trattorie, negli agriturismo; se non ricorri alle sovvenzioni statali o private per sopravvivere, ma ti affidi solo alle tue forze e al tuo intuito, creando libri vendibili che dosino armonicamente qualità e prezzo; se non cerchi l'apprezzamento critico di questa o quella lobby, ma punti sopra ogni cosa a dilettare il lettore, facendogli gustare il piacere del leggere; se, in fin dei conti, scegli di essere davvero indipendente, puoi permetterti di mandare a quel paese anche Feltrinelli.
Indipendenza non vuol dire essere "contro" a tutti i costi, solo per il gusto di sentirsi vittima innocente di un sistema nato per schiacciarti. Questa posizione la lasciamo ai guru dell' "altra editoria", tanto snob quanto sterili nelle loro provocazioni.
Indipendente è invece colui che risponde solo a se stesso delle proprie scelte, e non fa ricadere su altri le conseguenze dei propri errori. E se indipendenza significa agire nell'ombra, c'è chi si vanta di non essere illuminato da alcun sole.

In una lettera alla direzione generale delle Librerie Feltrinelli, un piccolo editore, Scipioni, motiva la sua scelta di chiudere definitivamente ogni rapporto con questo gigante arrogante della distribuzione libraria (quasi il 30% dei libri venduti in Italia).


Lettera scritta dall'editore Scipioni il giorno 01/03/2004 e inviata alla direzione generale delle Librerie Feltrinelli.

Spett. Librerie Feltrinelli s.p.a
Via Tucidide 56,

20134 Milano

Col presente invio di fatture e note di credito accluse (relative alle librerie di Pisa, Padova, Roma-via Orlando e Roma-galleria Colonna) intendiamo chiudere ogni rapporto commerciale con la vs. azienda, in quanto ci sentiamo insultati dal comportamento che le Librerie Feltrinelli hanno tenuto nei confronti della nostra Casa editrice.
Queste le ragioni della nostra scelta:
a) Le Librerie di Padova, Firenze e Roma-via Orlando ci avevano assicurato di tenere un assortimento dei nostri titoli in conto deposito, con sconto del 42%, ma tutto si é risolto nel nulla, eccetto che nello sconto rimasto alto, contraddicendo quanto affermato dai responsabili delle vostre librerie.
b) Avete costantemente ignorato la nostra preghiera di non richiederci una singola copia per ogni nostro titolo (poiché i nostri libri hanno un costo di ¤ 3,00 in media, vengono spediti in porto franco, per non gravare il cliente di un contrassegno che ne raddoppierebbe il costo, rendendo di conseguenza assurda la fornitura di singole copie alle librerie).
c) Avete ripetutamente rispedito al mittente, in resa, forniture di libri che ci erano state espressamente richieste pochi giorni prima (Libreria di Roma-galleria Colonna e Padova).
d) Queste stesse rese presentavano distinte di titoli errati, nei prezzi e nelle quantità (vedi la resa, in data 16/02/2004, di 11 copie di un titolo, richiestoci pochi giorni prima in numero di 5 copie, e precedentemente mai spedito), costringendoci a subire oltre al danno della mancata commercializzazione dei nostri libri anche la beffa di errori grossolani, e forse non inconsapevoli, da parte vostra (queste quantità - non veritiere - vi sono state comunque accreditate, come da vostra documentazione unita alla resa)
e) Il cronico ritardo nel pagamento delle fatture (da ultimo attendiamo il pagamento della fattura n°149 del 15/12/03, per l'importo di ¤ 717,00, riferita al venduto estivo della libreria di Pisa). Ricordo che in passato si è dovuto ricorrere alla minaccia di decreto ingiuntivo (e allo stesso decreto ingiuntivo nel caso della libreria di Parma) per ottenere i dovuti pagamenti. Ultimamente ancora nel Luglio del 2003 per avere il pagamento di forniture risalenti a due anni prima (circa ¤ 2400,00) ho dovuto fare dodici telefonate alla sig.ra Bottoni Lucia dell'amministrazione. Ricordo infine che le nostre fatture sono state sempre emesse sul venduto reale da parte delle varie librerie.

Riteniamo che tale somma di comportamenti scorretti non nasca dal caso, ma sia la conseguenza della volontà di un gigante dell'editoria di sbarazzarsi di un piccolo editore, quasi si trattasse di immondizia da gettare via, ma solo dopo essersi divertiti ad umiliarlo in vari modi.
Dal momento che la nostra casa editrice può permettersi di non essere presente nelle Librerie Feltrinelli, che ogni anno tutte insieme ci forniscono un introito paragonabile alle nostre vendite presso una singola edicola di stazione ferroviaria che tenga in conto deposito le "Curiosità del Giardino di Epicuro", vi chiediamo semplicemente di dimenticarci, una volta per tutte, così come noi faremo con voi.
Siamo giunti a questa conclusione, dolorosa ma necessaria, dopo una lunga serie di tentativi di instaurare un rapporto di collaborazione improntato alla chiarezza e al reciproco vantaggio. Tutto però è stato vano e ne abbiamo tratto le debite conseguenze.

Felice Scipioni
www.leggendogodendo.com
fescipi@tin.it


Valentano, 01/03/2004