Lettera di un assente

(Fabio, con il racconto When Friday Comes Around, fa parte della cinquina dei vincitori del premio letterario. Vista la sua assenza di sabato 31, ha pensato di scriverci una lettera)

Eccomi, eccomi, sono tornato! Non sono rimasto intrappolato nella Metro di Madrid, non mi hanno usato come toro nell'arena, non sono stato spiaccicato dai blindati della polizia che sorvegliavano l'albergo dei delegati che partecipavano al vertice NATO di Madrid, sono incolume, vivo e sopravvissuto al congresso. Infatti, dovete sapere che in contemporanea al vertice NATO, a Madrid si teneva un congresso sciencifico sui tumori ereditari della mammella e dell'ovaio (tema su cui sto svolgendo la tesi di dottorato) organizzato da due società accademiche internazionali che da anni fanno ricerca su questo tema. Ovviamente, mentre i delegati NATO alloggiavano al super-lussuoso hotel palace, noi eravamo proprio dall'altro lato della strada, nell'Hostal Jamyc. Mentre loro andavano con tanto di scorte, noi ci muovevamo in bus, ed è così che un giorno ci siamo persi più di un'ora di congresso perché eravamo rimasti imbottigliati nel traffico caotico di Madrid. Ovviamente, il traffico era così caotico perché metà della strada era stata transennata e riservata alle scorte e alle auto di coloro che governano nel nostro esclusivo interesse. Tutto il resto del mondo, nell'altra metà. Affanculo. Insomma, queste sono le ragioni per cui non sono venuto alla premiazione. Ma il risultato è sempre lo stesso. Accidenti, io sono sempre quello che non c'era, quello che non ha visto la scena più intrigante del film, quello che arriva quando tutto è già successo, quando tutte le persone sono già andate via! Che volete farci, anche questo fa parte del mio tragicomico modo di essere.
Peccato perché mi sarebbe piaciuto conoscere la signora vedova del marito morto in miniera, mi sarebbe piaciuto aiutare Paola (o Andre@?) a portare quel cazzo di estintore da qualche altra parte, mi sarebbe piaciuto entrare nell'autobus della linea H e lasciarmi stordire dagli assurdi giochi di parole, e mi sarebbe piaciuto essere solo per un po' un berbero del Sahara, e mi sarebbe piaciuto affrontare in un faccia a faccia delirante Biancaneve e le sue mele non proprio commestibili. E invece sono qui, che per ingannare il caldo del sabato del pomeriggio, ho deciso di scrivere una lettera per la rubrica dei commenti. Comunque, a questo punto penso di avervi annoiato a sufficienza. A presto, fanciulli e fanciulle, spero di incontrarvi, prima o poi.

Fabio Marroni