FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA LETTERATURA RESISTENTE DI STAMPA ALTERNATIVA - PITIGLIANO 10,11,12 settembre

Seconda edizione


dal vostro inviato del fondo Boccardi Stefano Ulisse Pacini

Per una volta iniziamo dalla fine, dalla notte fonda che mi inghiottiva con un manto umidiccio e nebbioso scolorando le luci gialle che illuminano quel capolavoro vivente di Pitigliano. Mi son fermato alla Madonna delle grazie per alcuni minuti, mi ronzavano ancora nelle orecchie i versi di Gary Snyder “quanto ai poeti…..un poeta della mente/ rimane in casa/ la casa è vuota/ e non ha pareti/ la poesia è vista da ogni lato/ dovunque/ in un unico momento. “
Ed anche, sul fatto che i camionisti che trasportano legname si alzano prima degli studenti zen, “non esiste un’altra vita”. No, non esiste, ognuno fa il suo cammino, poi un bel giorno a Pitigliano incontri il poeta Gary Snyder che è stato amico fraterno di Allen Ginsberg e Jack Kerouac tanto per dire, e monaco buddista in Giappone, insieme al boscaiolo Alessandro Fani per una vita carbonaio nell’alto Lazio, a parlare e dormire insieme nella stessa capanna, e poi dopo il reading poetico a mangiare la stessa zuppa di pane con Luciana Bellini, la nostra cantrice delle gesta e delle genti maremmane che con “la terra delle donne” è riuscita con struggente coralità a dare voce alle ultime dei senzavoce, alla terra dell’anima. Più in là con il nostro Alberto “potassa” Prunetti, qui in veste di guida e traduttore, John Zerzan spiega mirabilmente le sue tesi-rifiuto della nostra “ civiltà” senza sbocco, di divisione del lavoro, sfruttamento, guerra, e della necessità di ammutinarsi ed invertire la rotta. Su tutti impazza e sorride Marcello Baraghini, ancora una volta ha vinto quella che pareva una scommessa impossibile; tenere insieme il tutto e dargli pure un filo logico. Marcello, quello che Luciana Bellini chiama l’editore all’incontrario, ce l’ha fatta alla grande, certo, con l’aiuto di Floriana e Antonello, ma soprattutto con la sua lucida visionarietà; si, si nasce editori come si nasce poeti. Che gioia per me poter dividere questi momenti con amici venuti da Roma come dall’Aquila, cenare con loro all’osteria dell’ottava rima a Sorano gestita da altri amici ove avevo presentato le foto di Cuba, e dove ci siamo imbattuti nella canzone dell’amore perduto e nel libro di Bianciardi “la vita agra” una copia che gira come un messaggio in una bottiglia…come sei stato profetico quando scrivevi (nel 1962) “tra vent’anni tutta l’Italia si ridurrà come Milano”. Si, però poi qualcuno si leva e decide di resistere, come qui. Penso che avresti volentieri fatto un brindisi con noi con un bicchiere del vino di Marcello rigorosamente no doc e marsalato. Un grazie di cuore infine a Luciana Bellini, con il suo libro ho fatto l’alba, divorandolo ho ricordato e capito, sorriso e pianto, ed alla fine mi sono riconciliato con la mia storia e persino con il mio linguaggio di cui mi vergognavo un po’. Cara Luciana presto vi vengo a trovare al podere, ho anch’io da raccontarvi una storia….