Eros Penni
Eros Penni è
nato a Massa Marittima nel 1946 e qui è morto nel 1995.
Autodidatta, si è occupato prevalentemente di matematica
e fiolosofia.
Ha scritto un libro, inedito, dal titolo "Il vecchio".
Alle poesie raccolte nel suo volume "Le altre facce dell'ozio"
ha dedicato gli ultimi mesi della sua vita.

Eros Penni. (Foto di Leonardo
Tamberi)
Muro
Muro
che sembri cavallo, quando si spoglia la notte
il suo corpo luminoso a poco a poco ti abbaglia
il bambino seduto sopra sogna, gioca e galoppa
più giù il vecchi o stanco pesa e sorride sulla
groppa
tutto giova alla mente
ciuffi sparsi d'erba fanno pelo, la pelle fatta di calce sbiadita
si arriccia qua e là e la becca il passero
ti guarda l'occhio giallo del cielo
corri libero senza sella su e giù per la collina
ti pieghi a destra, a sinistra ma non cadi
scendi, sali, ti impenni, scavalchi il fosso
e sul cespuglio impaurito getti l'ombra che ti somiglia
con canti d'uccello ti accompagna l'amico stradello
non hai meta
nessuno ti imbriglia, ti insegue la farfalla
la pecora prova a salire ma più di tanto non si fida
muro, muro cavallo che sulla groppa porti giovane,
sorriso di vecchio, lucertola, ragno e farfalla
la giornata ha fretta, prima o poi il bel sogno finisce
e si ripone nella fantasia di bimbo
nessuno ti ringrazia
anche se più non galoppi il tuo corpo non fugge, rimane,
dentro è fedele la forza che lo unisce
muro cavallo pace e amore sono anche in te.
Preghiera
La donna guarda il cielo
e rinuncia al pane
il bimbo lo prende, lo spezza
e lo divide
non ce la fa a mangiarlo davanti al corpo che muore di fame
nel bosco un animale senza guardare il cielo
all'altro che soffre lecca le ferite e lo allatta
non si commuove
l'uomo disperato implora ma a volte non ottiene
la rondine sfama il piccolo che chiede
se non c e chi ha bisogno non c e chi non dà né
chi provvede
speriamo che non sia sempre così.

Eros Penni. (Foto di Stefano
Pacini)
Bimba
La bimba fragile come vetro soffiato
si muove felice sul prato con cio' che da' gioia
la sua lingua e' un piccolo campanello che suona
il cane paziente le insegna a giocare
le parole le si spezzano in bocca come il cane
e padre e madre ghiotti ne prendono un pezzo per se'
il ruscello limpido la guarda, non si puo' fermare
lo sa e borbotta piano il suo dispiacere
ogni cosa che scopre e' piena di luce, tocca
qua e la'e dentro porta goffo il sapere
negli occhi di goccia che contengono mare e cielo
il bello e il brutto non hanno potere
bimba di colori vestita quando si rompera'
il cristallo limpido che ti fa sognare
non cercare i frammenti tra le parole
queste solo contengono il nome di cio' che rimane in te
Forza
C'e' una forza spinta nei secoli
nessuno di preciso sa perche'
a chi nasce ne viene dato un pezzo per se'
da tenere dentro per dividerla con chi chiede
pero' se una la da e ne riceve piacere
significa che solo in tasca la tiene
per chi ci crede e' una staffetta misteriosa
che prima o poi finisce
forse un giorno
quando l'ultimo di noi al suo proprietario
la forza sgualcita restituisce
foto di Leonardo Tamberi e Stefano Pacini
testi da www.akkuaria.net
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Eros
Penni - Il vecchio
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Ricordo
di Eros Penni, da "La Torre
Massetana", maggio 2005
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Tra
sogno e realtà - I racconti del maremmano Eros
Penni, da "Il Tirreno", 14 febbraio 2004
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