|
Bellini queste lettere!
"Un pochino so'
imbarazzata, non è che poi scrivo scrivo e mi fate
finì 'ste lettere su un millelire" (Luciana
Bellini)
Difficile raccontare Luciana
a chi non la conosce.
Lei di sè dice: "Quella
so' io, sempre il solito bastian contrario, il no congenito;
nel vedere, nel bello a tutti i costi dentro al bello, e al
buono, il finto! La luciana scritta in minuscolo, contadina,
casalinga, ignorante, sguaiata, critica sempre": ma è
una definizione parziale, checoglie solo alcuni aspetti dell'universo
Bellini.
Seriamente si potrebbe dire
che è un misto fra Zarathustra, Sbirulino e Roberto
Benigni; per scherzo, chi la conosce (ma non solo), si limiterebbe
a un abbraccio forte e sorridente a questa piccola donna che
è dentro ai cuori di molti.
Ora con questo nuovo Millelire,
Bellini queste lettere! Lettere di Luciana Bellini agli
amici, anche chi la conosce meno, o ha solo letto i suoi
libri, ha nuovi spunti per entrare nell'universo di Luciana
e dei suoi amici dell'Associazione Il Fondo.
Luciana vive a Pomonte, in
un podere nei pressi di Scansano, da sempre, in una casa -giuro
che è vero- con l'arcobaleno personale, nel senso che
quando smette di piovere, dal terrazzo dietro casa sua si
vede sempre l'arcobaleno. Che poi forse è solo un'appendice
dell'anima variopinta di Luciana, solo con meno colori, se
possibile.
Luciana e l'Associazione
Il Fondo si sono conosciuti grazie a Daniele Boccardi, e alle
serate letterarie organizzate dall'Associazione; ad una di
queste venne invitata Luciana, e ovviamente ne è nata
un'amicizia.
E forse qualcosa di più.
Dice un aforisma di Daniele
che "Essere premiati per la propria onestà è
sconvolgente: ti fa sentire disonesto".
Così è Luciana,
che si sorprende ancora ingenuamente dei complimenti di tutti
per i suoi libri sulla vita contadina, delle serate organizzate
per lei, dell'idea di questo MilleLire straordinario per spontaneità.
C'è poco da fare:
Luciana quando scrive (ma anche quando parla in verità),
con tutti i suoi accenti e le sue parole dialettali, ha decisamente
un altro passo, fa continue digressioni sulla vita e sul mondo
e, se non strappasse il foglio di carta -come fa in una lettera-,
non la smetterebbe più. Ma è sempre un enorme
piacere stare ad ascoltarla, e leggerla, davvero non ci si
annoia mai delle sue battute, di alcune piccole grandi verità
sul mondo, dei suoi continui cambi di passo, che ne farebbero
un centravanti difficilmente marcabile sui campi da gioco,
per l'assoluta impossibilità di pensare con la sua
testa.
In lei tutto diventa metafora,
tutto finisce in risata, anche il pianto; ogni frase trasuda
spontaneità, divertimento, voglia di vivere.
"Anch'io sono di quelli
che ritengono la vita essere più che altro quella di
tutti i giorni", diceva Daniele, e Luciana interpreta
magnificamente questo pensiero, maestra di "una scuola
di zingheri, di barboni, di spennacchiati come me. come ci
starei volentieri in una scuola mista così, dove s'ascolta
e s'impara la vita che la vedi, non la leggi e basta! La tocchi,
e per questo che l'impari meglio!"
Grazie, grazie ancora Luciana
per tutte le lettere che hai mandato e che manderai in futuro:
sono parte di noi, fanno parte del nostro arcobaleno personale,
è stato giusto averle pubblicate perché facciano
parte un pochino dell'arcobaleno di tutti.
I tortelli magari no, quelli
solo a noi.
Alessandro Tozzi
|