Da "Arcireport", 6 dicembre 2005

BLOCCATA LA VAL SUSA CONTRO LE CARICHE "ELETTORALI" DEL GOVERNO

'Ero lì. Hanno caricato e picchiato a sangue freddo'. La testimonianza di un giornalista

Sono Carlo Grande giornalista de La Stampa, questa notte ero dentro il presidio Anti-TAV e ho visto con i miei occhi quello che è successo: poco dopo le 3.30 celerini, polizia e carabinieri sono arrivati in forze (almeno 50 tra furgoni e camionette, più di 500 persone, a occhio), hanno caricato e picchiato a sangue freddo, ragazzi e anziani. Uno stava dormendo, avvolto nelle coperte per terra, un'altro, il tipo più imbelle che abbia mai conosciuto, con un collare medico al collo, colpito in fronte, sanguinante, un anziano, avrà avuto settant'anni, buttato per terra e picchiato. Ci hanno chiusi nella baracca che la gente usava per scaldarsi, mi hanno tenuto lì quasi un'ora - la tensione era altissima e c'erano feriti - nonostante dicessi che ero giornalista. È arrivato il sindaco di Venaus, ho chiesto ancora di uscire e mi hanno fatto andar via. Gli altri sono rimasti lì fino a stamattina alle sette, mi hanno detto che hanno ancora caricato. Non c'era bisogno di picchiare, non c'erano facinorosi, ma una carica con pestaggi e manganellate su persone che non opponevano resistenza fisica, solo tende, qualche fuoco per scaldarsi, stufe a legna. In quelle ore lo Stato e la democrazia sono state una parola vuota.

'Senza alcun preavviso hanno manganellato e picchiato chi dormiva nelle tende'

Stanno caricando, distruggono tutto»; «ci sono feriti e non lasciano passare neanche le ambulanze», questi i primi sms dal presidio di Venaus di questa mattina. Altro che 'tregua olimpica'! 1.500 agenti alle 3:30 di questa notte hanno caricato il presidio di Venaus. Hanno manganellato le persone che dormivano nelle tende, senza alcuno scrupolo. C'erano circa 60-70 persone al presidio. Dieci sono i feriti tra i cittadini lì accorsi, un fotografo ha un piede fratturato a causa delle percosse subite. «Senza alcun preavviso hanno manganellato e picchiato tutti quelli che stavano dormendo mnelle tende al presidio - spiega Antonio Ferrentino, presidente della Comunità montana Bassa Valle Susa e Val Cenischia - è un'operazione che doveva essere evitata, si poteva sgombrare senza picchiare la gente indifesa». «La polizia è entrata, ha colto tutti nel sonno e le manganellate non sono state risparmiate a nessuno - racconta il sindaco di Venaus, Nilo Durbiano - Insieme ai più giovani c'erano anche persone di 70 anni, neppure loro sono stati risparmiati». La prima carica sarebbe stata guidata dal vice questore Sanna, al grido di «Uccidilo, uccidilo! », rivolto ad un ragazzo che stava sulla barricata. Migliaia di persone stanno scendendo in piazza a Bussoleno ed è previsto un presidio a Torino davanti alla prefettura che durerà tutta la giornata. C'è rabbia e sgomento tra la popolazione. Le fabbriche della valle sono scese in sciopero, molte le scuole che spontaneamente hanno interrotto le lezioni per unirsi alla protesta. In questi giorni si erano moltiplicate le iniziative che - da ambo le parti - chiedevano una riapertura del dialogo. Abbiamo chiesto che venisse interrotta la 'limitazione dei diritti costituzionali' nei comuni di Susa, Mompantero, Novalesa e Venaus, più volte denunciata dai sindaci. Abbiamo inutilmente chiesto di congelare la situazione a Venaus, dove erano stati già occupati 5 lotti contigui al presidio. Ora l'area è stata recintata. Sembra un campo di battaglia. Sembra ci sia stato un terremoto. «È grave l'intervento di polizia - afferma il segretario generale della Fiom torinese, Giorgio Airaudo - perché avviene in un momento in cui si stava avviando un dialogo. Sembra che ci sia una parte del governo che cerca l'incidente e la drammatizzazione in Val di Susa. Il centrosinistra che governa il Piemonte si distingua da questa politica, imponga la tregua e censuri le inutili violenze di questa notte». Il ministro Pisanu aveva parlato di possibili infiltrazioni di frange violente. Non aveva spiegato da quale parte i violenti sarebbero scesi in campo. In apertura della seduta odierna del Senato Anna Donati, dei Verdi, ha chiesto che il Governo riferisca 'subito' sulla grave situazione che si è venuta a creare in Val di Susa dopo lo sgombero del presidio No- Tav di Venaus. «Tutta la Val di Susa - ha detto la senatrice dei Verdi - si sta opponendo. Ci sono scioperi, presidi e manifestazioni. Il Governo deve subito chiarire perché è intervenuto in questi termini». Sabato 17 tutti in piazza a Torino, uniti, pacifici e determinati. Info: vallesusa@arci.it