Grosseto
Giovedì 1 settembre, ore 17.00
Sala Conferenze dell'Amm. Prov.le di Grosseto

"Il Paese Reale": anteprima grossetana del III Festival della Letteratura Resistente

Giovedì 1 settembre, alle ore 17.00, presso la sala conferenze dell'Amministrazione Provinciale di Grosseto, Marcello Baraghini presenterà in anteprima il III Festival internazionale di letteratura resistente - Il paese reale
Per l'occasione verrà presentato anche il libro speciale millelire che accompagnerà la tregiorni del Festival (Pitigliano 9, 10, 11 settembre): Il paese reale, un'avventura editoriale maremmana. Corrado Barontini e Antonello Ricci, curatori del libro, incontreranno i protagonisti di quell'esperienza, che lasciò il segno nella vita culturale grossetana degli anni '70 e '80. E' prevista la presenza dei fratelli Aladino e Isaia Vitali, di Guido Gianni, del pittore Nilo Bacherini, dello scrittore-pescatore Gaetano Telloni e di numerosi altri che rievocheranno, con la storia della casa editrice, la figura del suo fondatore e principale animatore, Lino Pasquale Bonelli.
Mentre è di queste ore, purtroppo, la notizia della scomparsa di Marcello Morante. Grossetano, scrittore di teatro e giornalista, Morante intervenne spesso su temi di attualità politica e sociale locale. Negli anni '70 diresse il Teatro sperimentale della Città di Grosseto, che ebbe il merito di formare giovani leve di validi attori, registi, scenografi; egli stesso fu attore nel pasoliniano Vangelo secondo Matteo, interpretando il ruolo di Giuseppe. Proprio alla nascita de Il paese reale Morante diede un rilevante contributo, coniandone, tra l'altro, il titolo. L'incontro di Grosseto sarà dunque anche una prima occasione per ricordarlo pubblicamente a pochi giorni dalla scomparsa.


TERZO FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA LETTERATURA RESISTENTE
Il paese reale

Libero, gratuito, provocatorio, riflessivo, festoso, senza sponsor, il terzo Festival internazionale della letteratura resistente, inventato e organizzato da Stampa Alternativa, si svolgerà a Pitigliano (Grosseto) nei giorni di venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 settembre. Il titolo, anzitutto, Il paese reale, si ispira a una straordinaria avventura editoriale maremmana che negli anni ’70, almeno fino alla prematura scomparsa del suo eclettico animatore Lino Pasquale Bonelli, scosse dalle fondamenta il clima asfittico di una provincia estrema come quella grossetana. Per sottrarla al dimenticatoio, quell’esperienza sarà pubblicamente rievocata, domenica pomeriggio, dai suoi protagonisti. Libri preziosi quanto attuali verranno recuperati dal catalogo di allora e mostrati al pubblico.
Ma il paese reale è anche l’oggi. Globale. Diverso e femminile.
A inaugurare il Festival, venerdì pomeriggio, sarà Rashida Bouinbi, giovane marocchina che vive con la sua famiglia nella campagna lodigiana dipingendone i paesaggi con i caldi colori della sua terra d’origine.
Persecuzione e migranza sabato pomeriggio: una donna argentina. Sopravvissuta alla galera e alle torture dei colonnelli golpisti, con quattro sue coetanee e compagne, Liliana Gardella è coautrice del libro di Stampa Alternativa Le Reaparecide - Sequestrate, torturate, sopravvissute al terrorismo di Stato in Argentina (cfr. http://www.stampalternativa.it/libri.php?id=88-7226-867-2).
A chiusura, domenica sera, dopo gli interventi pomeridiani, reading “Bianciardi com’era”, dal libro di Mario Terrosi.
Tutte voci vitali e creative, ignorate e mortificate dal Paese ufficiale della politica e della cultura, soprattutto della cultura, consacrato a marketing e profitti, con la complice ipocrisia di scrittori, critici e giornalisti. Mille miglia lontano da quello ufficiale, il Paese reale ritroverà a Pitigliano il proprio diritto di parola. Negli stessi giorni in cui altrove il regime culturale celebrerà i suoi fasti funerei a suon di scalatori di classifiche e premi letterari taroccati.

Questi quindi gli appuntamenti del Festival:

Venerdì 9 settembre, ore 18.30
- Rashida Bouinbi inaugura la mostra dei suoi dipinti

Sabato 10 settembre
ore 11.00

- Giuse Alemanno, lo scrittore con la penna intrisa di sangue (letterario, si intende) presenta il suo Terra nera - Romanzo perfido e paradossale di cafoni e d'anarchia

ore 18.30
- Fiamma Lolli, traduttrice, introduce e presenta l'incontro con Liliana Gardella

Domenica 11 settembre
ore 11.00

-Giovanni Feo su "Stonehenge a Pitigliano, la scoperta dei megaliti astronomici"

ore 18.30
-Corrado Barontini e Antonello Ricci raccontano Il paese reale e dialogano con coloro che parteciparono a quella straordinaria avventura editoriale grossetana. A seguire reading "Bianciardi com'era" dal libro di Mario Terrosi: Antonello Ricci voce e Angelo Olivieri accompagnamento musicale.
Le iniziative si svolgeranno presso il Magazzino Giustacori di Pitigliano (via Zuccarelli 260, a 50 mt dalla Sinagoga)

Info: www.stampalternativa.it

Materiali relativi agli incontri e di promozione verranno forniti a chi ne farà richiesta all'indirizzo: STAMPA ALTERNATIVA - STRADE BIANCHE - 58010 ELMO (GR)
fax: 0564 633359

Schede eventi e autori:

RASHIDA BOUINBI

Ecco come parlano di lei le sue amiche Carla Muschio e Annette Duerdoth (1) e come Rashida parla di se stessa (2):

(1) La ragazza del Cavaliere Azzurro
Rashida Bouinbi ha 19 anni. E' emigrata in Italia dal Marocco nel 1991, insieme alla sua famiglia: padre, madre, un fratello, Mustapha, e una sorella, Sanaa. Vive in una piccola località di campagna, Monteleone, nel Lodigiano. Ha frequentato la scuola dell'obbligo fino alla terza media. Ora è inserita in un centro educativo a Belgioioso. E' sempre stata appassionata all'arte, imparando a padroneggiare varie tecniche di espressione pittorica da sola. Queste sono diventate un canale per il suo evidente, impetuoso talento, che ha subito trovato una personale cifra di espressione. E' nata un'attività artistica indipendente, intensa e sempre più matura. Come un pittore adulto nella sua bottega, così Rashida sul suo tavolo davanti alla campagna dai colori pastello del Settentrione italiano dipinge paesaggi a tempera. Essi hanno ora i colori di ciò che vede, ora quelli, diversi, dei paesaggi che ricorda o che sogna. I luoghi del ricordo hanno i colori caldi e prepotenti del Marocco, le terre del sogno le tinte astratte del pensiero libero. Il pigmento prediletto da Rashida è la tempera, su un supporto di carta o cartone. Colpisce l'affinità del suo lavoro con le opere di Kandinski e dei pittori del suo gruppo, il Cavaliere Azzurro. Del resto, questi cercavano di imitare la purezza dell'arte popolare, una freschezza di percezione del colore: proprio le caratteristiche che Rashida possiede in modo naturale. E non perché è una ragazzina, ma perché è un'artista.

(2) Io e la passione del dipinto
Ho tante passioni: quella per la musica, mi piace ascoltare la radio; alcune volte ho ispirazione nello scrivere poesie e storie horror. Ma la mia più grande passione è dipingere paesaggi della mia immaginazione e delle mie origini. Tutto cominciò quando ero piccola, più o meno a 6 o 7 anni, ma a quel punto non ero molto portata e dopo anni e anni di scuole elementari e medie e prove a casa cominciai a dare espressione ai miei paesaggi. Dipingere mi libera dai pensieri negativi, per me è una sorta di meditazione nel tempo libero, come a casa dopo aver aiutato la mamma nelle faccende domestiche e nei momenti più tranquilli, di rilassamento psicologico e in compagnìa della musica. Alcuni disegni sono un ricordo di alcuni posti dove sono stata che mi hanno ispirata.

IL PAESE REALE - un'avventura editoriale maremmana

Grosseto 1971. Un’avventura torna a smuovere il padule maremmano. Lino Pasquale Bonelli, instancabile promotore di cultura, si scopre editore in provincia. Di quelli alla Formiggini però. Secondo cui editori si nasce proprio come si nasce poeti. E subito, ... intorno a Bonelli e al suo sogno, Il paese reale, si ritrovano con competenza e genuina passione le più vivaci intelligenze della Maremma di allora. Seme buono, visto che nel decennio a venire con Il paese reale esordiranno gli scrittori grossetani più interessanti della nuova generazione.
Quell’esperienza non nasceva dal nulla. I giorni della sua gestazione coincisero infatti con la “rimpatriata” grossetana di Luciano Bianciardi. Di Bonelli, dei fratelli Vitali e soprattutto di Mario Terrosi, Bianciardi era coetaneo e amico sincero. Fin dai tempi “eroici” del dopoguerra: quelli del bibliobus e dei cineforum, del lavoro culturale, di Kansas City. Poi Bianciardi era partito. Lasciando tutti più soli. Inclini alla morta gora. Con qualcuno continuò a scriversi. Sempre. Lettere lucide e amare con cui, nel ’74, Terrosi avrebbe composto la prima biografia “morale” di Bianciardi: sofferto, genuino ritratto di un intellettuale che aveva capito tutto, implacabile j’accuse contro l’alibi del progresso sbandierato dal Paese intero per negare la propria infelicità. Bianciardi com’era ( lettere di Luciano Bianciardi ad un amico grossetano) fu certo il titolo di maggior rilievo nel catalogo de Il paese reale Grazie a esso un’avventura editoriale locale riesce ancora a raccontarci, con sorprendente attualità, una delle più controverse stagioni della cultura italiana.

STONEHENGE A PITIGLIANO

Il “paese reale” (tutt’altro da quello ufficiale) della vita, della politica e della cultura è vivo e vitale anche nel paesone della Maremma collinare, Pitigliano. Qui, da anni vive Giovanni (Gianni) Feo. Scrittore, saggista, ricercatore e, soprattutto, anti-scienziato e anti-accademico, Giovanni ha aperto nuovi affascinanti orizzonti alla rilettura del comprensorio e delle civiltà che lo hanno abitato. A testimoniarlo sono i suoi libri: quattro, pubblicati da Stampa Alternativa nella collana Eretica speciale, e un piccolo ma significativo Millelire speciale, La lingua etrusca degli dei. Al Festival Giovanni parlerà della sua recentissima scoperta, quella che lui chiama la “Stonehenge di Pitigliano”. Così, lapidariamente, ce la descrive: “In Maremma, alla fine dell’inverno dell’anno in corso, in seguito al taglio di un bosco, è apparso un cerchio di megaliti sopra un poggio nei pressi del fiume Fiora. Il monumento, di età molto antica, è stato riconosciuto da geologi e geoarcheologi come un eccezionale manufatto. La scoperta, la prima di questo tipo in Italia, rimanda ai celebri “cerchi di pietra” (cromlech) di Stonehenge e Avebuny, in Gran Bretagna. Il ‘cerchio’ di Pitigliano, oltre a fungere da osservatorio celeste e solare (orientato verso il tramonto del solstizio estivo), fu probabilmente anche un importante luogo di culto, frequentato per molti secoli, fino in età etrusca”. Giovanni illustrerà la scoperta anche con l’ausilio di foto, disegni e diapositive e, come è sua abitudine, dialogherà con il pubblico presente.