Lettera aperta sulla torura

"Quando si comincia a tacere si inizia ad abdicare alla vita,al nostro essere uomini. E su certi temi NON si può tacere. Perchè spesso le conseguenze a cascata sono imprevedibilmente nefaste.
Recentemente uno studente tornato da un viaggio del treno della memoria dai campi di concentramento nazisti scriveva incitando tutti noi a non voltare
la testa ed a dire NO! Quando dei ragazzi inneggiano al duce o al fascismo,"milioni di NO sessanta anni fa forse avrebbero evitato milioni di morti". Analogamente oggi non si può tacere sul tema antico ma purtroppo attuale della tortura. Mi ha colpito la frase di una giovane vedova di un cc caduto in Irak,che raccontava come suo marito vedendo dei prigionieri torturati avesse detto che pensava non accadessero più queste brutture nel 2000. Esattamente la stessa frase che mi disse mia madre scettica sul fatto che fosse avvenuto qualcosa a Bolzaneto dopo il G8, e alcuni mesi fa quando, facile profeta, gli dicevo che quella irakena era una guerra con corollario di torture e non una colonizzazione umanitaria e democratica a difesa della "pace". E non mi si dica che da che mondo è mondo..o che voleranno solo gli stracci dopo le inchieste.Quello che serve è un grande sollevamento delle coscienze, non c'è esercito o apparato repressivo al mondo che possa per sempre piegare la coscienza collettiva.Un NO! oggi è più che mai urgente in un paese che vuol codificare come legge dello stato il reato di tortura solo se reiterato nel tempo!
Discutiamone, dividiamoci, ma non voltiamo la testa, non stiamo zitti. Chi tace sulla tortura ne è complice."

Stefano Pacini, per il Fondo Boccardi