"Un luogo, un tempo" di Bruno Travaglini. Una serata in Osteria all'insegna della memoria.

Bruno Travaglini era un bambino quando fu creata l'osteria all'incrocio delle strade per Volterra e Siena.Qui si fermava con suo padre per comperare una caramella, giocare con le figlie del vecchio proprietario e andare a messa alla chiesetta di Mucini.
Stasera è ritornato Bruno, è qui sessant'anni dopo, in osteria al tavolo vicino alla stufa accesa. E' stato invitato dal Fondo Daniele Boccardi che qui ha la sede, per presentare il suo libro "Un luogo, un tempo" edito da Il Ponte di Firenze con prefazione di Pietro Scoppola. Costa 10 euro, ma mai cifra fu spesa in modo migliore. Un libro bellissimo, lieve, commovente, sull'infanzia felice di un bambino e dei suoi amici a piedi scalzi in quello che pareva un villaggio d'avventura del far west: la Niccioleta, nata intorno alla miniera di pirite della Montecatini, con gente piovuta da tutta Italia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Calabria, ma sopratutto dai paesi dell'Amiata. Molti erano minatori di fede antifascista in tempi bui di adesione di massa al regime. Sembra di stare ad una veglia di amici intorno al fuoco. Bruno racconta con voce serena ma con particolari vividi, la vita solidale del villaggio, l'inutilità della retorica patriottarda e guerrafondaia della scuola di fronte all'incalzare dei morsi della fame, la triste profezia del padre all'annuncio della dichiarazione di guerra "per noi verranno solo lutti e rovine". Paiono vivi, sembrano presenti stasera questi personaggi.
Ci immaginiamo il piccolo Bruno che si arrampica sugli alberi, che osserva dal terrazzo del palazzo degli operai gli aerei alleati scendere in picchiata a mitragliare le colonne tedesche, che con terrore vede entrare in casa sua il comandante nazista delle S.S. che educatamente, - un'aggravante - dice - era solo un freddo assassino -, arresta il padre che seguirà il destino degli altri 82 minatori fucilati da italiani, fascisti al soldo dei graduati nazisti. Una strage assurda, senza neppure la miserabile scusa di una rappresaglia per alcunché; una strage gratuita che nel giugno del '44 distrusse per sempre un'intera comunità. Bruno diventa adulto nello spazio di un giorno, il tempo in cui portando viveri a suo padre prigioniero raccoglie le sue ultime raccomandazioni di badare alla madre e al fratellino nato da appena 15 giorni. Diventa adulto a 13 anni, perde il padre e l'innocenza. Qualche tempo dopo farà ritorno dai parenti dell'Amiata, in viaggio sul cassone di un camion in compagnia di 23 bare dei minatori.
Nell'osteria il silenzio e la commozione sono palpabili. Si ode lieve solo il rumore della stufa. Bruno ci spiega come abbia tenuto per 50 anni chiuso dentro di sé questo dolore immenso e poi come si sia rotta questa diga nel constatare come vadano sparendo gli ultimi testimoni; come, guai a noi, si stia riscrivendo la storia per fini meschini ed irresponsabili; come rischi in particolare di perdersi la memoria della strage di Niccioleta, la più misconosciuta delle stragi fasciste. Chi dimentica il proprio passato è destinato a riviverlo. Bruno Travaglini presenta in tutta la Toscana il suo libro, incontra gli studenti delle scuole, alcune delle quali lo hanno adottato come libro di lettura. Sarà anche questo il nostro impegno, perché le pagine del bambino Bruno di allora parlano mirabilmente anche ai ragazzi di oggi. Ai nipoti, è la dedica del libro. Affinché oggi si possa comprendere e cercare di sconfiggere il mostro della guerra. Non è ottimista a questo proposito l'autore, la storia sembra non insegnarci niente e questi giorni, questi anni amari purtroppo lo dimostrano. Il libro si conclude con queste parole: "Qui termina la storia di Bruno, della sua famiglia, del suo villaggio dei suoi abitanti e soprattutto dei minatori che ci hanno vissuto, lavorato, e che hanno pagato con la vita il generoso ingenuo tentativo di difendere la loro miniera dai nazifascisti in fuga. Da allora sono passati 50 anni e ora io voglio scrivere i vostri nomi, uno a uno,e mentre vi scrivo cercherò di ricordarmi di voi. Di alcuni non ho più un ricordo preciso, ma di ciascuno ho un riferimento, una memoria,qualcosa che mi dice chi eravate, dove abitavate, cosa facevate oltre che lavorare in miniera. Tu eri un cacciatore, tu facevi gli zoccoli, ti ricordi? Li hai fatti anche a me.Tu il calzolaio, tu fischiavi come un usignolo, caro fischiatore non ricordo più il tuo nome ma ti vedo ancora...voi vi ricordate di me? io sono Bruno, Brunino,il figlio di Marsilio, il ragazzino più minuto e magro del villaggio..Sapete, il mondo è cambiato molto in questi anni,solo il nostro villaggio è rimasto tale e quale;Niccioleta è sempre la solita, è lì,ogni anno più vecchia e scolorita, ma sempre la stessa....Di voi e della vostra morte non si ricorda più nessuno,non hanno imparato niente, non vogliono sapere niente. Solo i vostri figli,Tista, Ivo, Giuliano, Nevio, Nado, Adriana, Bruno e altri cento, duecento vi ricordano,gli altri no! Non vogliono ricordare, non vogliono sapere.....
Scriverò i vostri nomi e, per un istante, ritornerete nella mia mente e nel mio cuore.
Baffetti Inaco, Baffetti Rinaldo, Banchi Eros, Barabissi Bruno, Barabissi Renato, Basarri Emilio, Battisti Eraldo, Battisti Settimio, Bellumori Norberto, Beni Enrico, Beni Mauro, Bernardini Livio, Bernardini Onorato, Berti Virgilio, Bertocci Galliano, Bertocci Sergio, Bianchi Luigi, Bianchi Mauro, Bondani Rinaldo, Boni Bernardino, Boni Umberto, Bralia Selvio, Camilletti Enos, Cappelletti Aurelio, Castagni Flaminio, Cherchi Giorgio, Chigi Antimo, Ciacci Agostino, Cicaloni Eugenio, Cicaloni Mario, Corriero Pietro, Fallerini Luigi, Fallerini Pietro, Fortunati Eligio, Fortunati Licurgo, Gai Elino, Ghilardi Mario, Guidarelli Giovanni, Innocentini Livio, Lolini Spartaco, Maggi Giuseppe, Manetti Giorgio, Mannini Adamo, Marchi Ezio, Martellini Bettino, Martellini Gino,Martellini Guido, Mastacchini Agostino, Mastacchini Raffaello, Mattei Luigi, Matteini Mauro, Meloni Guido, Meloni Renato, Montauti Marino, Montegrossi Ansano, Moretti Luigi, Olivelli Agostino, Olivelli Alfredo, Paganini Flavio, PalmieriLeo, Petroni Beniamino, Pierallini Guido, Pieri Camillo, Pieri Nivo, Ricci Dino, Rosati Duilio, Rosticci Ezio, Rovaldieri Giuseppe, Santoni Nazareno, Sargentoni Ado, Sargentoni Alizzardo, Sargentoni Ettore, Savelli Igo, Sozzi Attilio, Testi Nazareno, Torlai Giuseppe, Torlai Gustavo, Torlai Santi, Travaglini Marsilio, Vagaggini Osvaldo,Veneri Bosio, Vetuli Luigi, Vicarelli Ugo."

Stefano Pacini, per il Fondo Boccardi