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Sabato 8 maggio, ore 17.30
Sala del Museo Archeologico
Piazza Garibaldi, Massa Marittima (GR)
Convegno annuale sulla scrittura dI Pianizzoli
ore 17,30 Sala Museo Archeologico
Presentazione del libro di Alberto Pruneti
Il fioraio di Perón
Stampa Alternativa Editore - prefazione di Massimo Carlotto
sarà presente l’autore
ore 20,30 Pianizzoli
Cena aperta a tutti
tema: Raccontare è resistere
interventi di
Antonello Ricci de La Compagnia del racconto
e Stefano Pacini, Fotografi Contro
per la cena chiamare: Stefano 338 8752519
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venerdì 2 aprile 2010 ore 17.30
in ricordo di
EROS PENNI
interventi di
Maurizio Vivarelli, docente dell’Università di Torino
Alessandro Angeli, scrittore
Biblioteca comunale Gaetano Badii
Piazza XXIV Maggio, 10 - Massa Marittima
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Eros Penni
Il vecchio e altri racconti
di Alessandro Angeli
La prima volta che ho sentito parlare di Eros Penni era il 2003, erano gli anni ruggenti del Fondo quelli, quando l’associazione di Massa Marittima portava ancora il nome di Daniele Boccardi. In quell’anno erano già usciti i capolavori Vite Minime di Daniele Boccardi e Potassa di Alberto Prunetti, che il Fondo aveva editato in collaborazione con Stampa Alternativa, portando l’editore viterbese a dedicare all’iniziativa una vera e propria collana, che ancora esiste, intitolata “I Libri del Fondo”, appunto. L’amicizia con Stefano Pacini, Michele Coccola e Dario Radi, mi spinse ad occuparmi come meglio potevo, col mio solito appassionato dilettantismo, degli autori che gravitavano intorno al progetto massetano. Oltre a Boccardi e a Prunetti quindi, lessi i lavori di Luciana Bellini, Lio Banchi, Antonello Ricci, mentre di Penni ancora non avevo avuto il piacere di leggere nulla. Che poi in fondo similmente al recentemente scomparso J.D. Salinger, le opere edite di Penni non erano poi molte, due nella fattispecie: un libro di poesie intitolato Le altre facce dell’ozio, stampato a Massa Marittima nel 2001 e Il Vecchio, un libro di racconti inserito il dicembre dello stesso anno di Boccardi e Prunetti nella collana I Libri del Fondo. Per scrivere di Penni avrei potuto chiamare l’amico Stefano, che era anche suo amico e che ha fissato molto bene alcune immagini di questo loro sentimento nella prefazione al libro. Ma ormai mi sono abituato a procedere così, andando a fiuto in mezzo alle pagine, perché il merito dei libri è anche quello di dare ai maestri la possibilità di parlarci ancora, anche a chi non li abbia conosciuti in vita, come è capitato a me con Penni. Perché leggendo le sue pagine non vi è alcuna possibilità di smentita ad affermare che Eros Penni era ed è un maestro. Come si legge dalle laconiche note biografiche, riportate testualmente, anche nella calligrafia, dalla penna dell’autore (con l’utilizzo di uno scanner, per svelare l’arcano) Eros Penni era nato nel 1946 a Massa Marittima e lì aveva abitato, per vivere aveva fatto i più umili lavori, fino a che a causa dei gravi problemi di salute di cui soffriva, lo stato gli aveva concesso una piccola pensione, in più era un autodidatta. Sembrerebbe un po’ riduttivo questo per capire un autore, soprattutto sembrerà riduttivo a tutti colori non abbiano avuto il privilegio di leggere le pagine de Il Vecchio, perché entrando nelle storie del libro il concetto di vita personale perde di significato per aprirsi ad uno più grande: quello di tutte le vite possibili racchiuse nella semplice espressione di esperienza umana. I personaggi di Penni come quelli di una altro scrittore italiano sicuramente più famoso di lui, sono tutti e nessuno, simili ad elementi simbolici essi hanno una funzione rivelatrice che dà ai racconti un’enorme forza evocativa, in grado di comunicare sentitamente e dolorosamente le numerose stratificazioni dell’essere. La bravura dell’autore sta proprio nel saper spogliare al momento giusto i suoi personaggi degli elementi simbolici che li pervadono, in modo che smettano di essere ideogrammi per diventare uomini in carne ed ossa. Così vicini che al lettore da un momento all’altro sembrerà di prendere parte fisicamente al racconto, che l’oste gli domandi cosa vuole bere o che il mangiarospi si metta improvvisamente a fissarlo con attenzione o ancora, che leggendo il superbo Camionista, egli si senta veramente un passeggero di quest’uomo burbero e solitario, che preferisce parlare con l’amico morto piuttosto che rivolgere parola ai vivi. Leggiamo alcuni passi del racconto:
“quella dannata notte non la scorderò mai. Avevi appena preso il mio posto al volante ed io stavo leggendo una cartina stradale quando d’improvviso una luce ci abbagliò e senza poterci far niente precipitammo giù per la scarpata. Io non so come me la cavai e dopo qualche giorno di ospedale ero di nuovo con il sedere incollato sulla poltrona di un altro camion. Ma tu? Sì tu?” Disse battendo le mani con rabbia sul cruscotto e lanciando un respiro pesante: “Maledizione! Perché non hai avuto fortuna? Perché? A pensarci bene è così strana la vita. Quello che ci capita non lo sappiamo mai fino al momento in cui avviene e questo francamente non mi piace affatto. Vorrei proprio capire che senso ha. […]
Nella fase finale del testo l’umanità del camionista si spalanca, egli rivelando l’aneddoto, caratteristica comune a quasi tutti i racconti della raccolta, riprende la sua funzione di messaggero, di uomo verità, che poco prima aveva vacillato, al ricordo dell’amico morto. Nell’Uomo che non parlava mai, veramente prodigioso per struttura e poeticità, è proprio il personaggio che l’autore relega nella penombra dell’osteria, avvolto da i suoi pensieri torbidi a fornire la chiave di volta della novella. L’eroe di Eros Penni è l’ultimo, il più segnato, quello cioè che considera la vita un’esperienza troppo grande per limitarsi a viverla, senza sentirsi fregato. Così l’uomo che non parlava mai, dopo aver illuminato la mente di sua figlia si congeda dal lettore:
“Mah chissà!” rispose l’uomo accarezzandogli il volto e subito dopo aggiunse: Io devo andare giù nel buco, cerca di non fare molto tardi, altrimenti la mamma sarà in pensiero”. Poi si alzò, con un cenno del volto salutò i due e l’oste, uscì fuori e battendo i denti per il freddo si incamminò verso la miniera.
Il rapporto binario tra concetto e fenomenologia ricorre in tutte le novelle di Penni, la saggezza e l’esperienza dolorosa, si condensano insieme nell’uomo verità, e l’aneddoto giunge puntuale, con la sua funzione catartica, ad allargare lo spettro del racconto, dalla soggettività del personaggio ad orizzonti universali. Nella novella L’osso è proprio l’autore tramite un suo personaggio a spiegare l’inscindibilità di questo legame. Inscindibilità che perdura fino a quando la ragione dei sensi non giunge a provocarne l’estinzione. Leggiamo:
“Ebbene io vorrei sapere prima di tutto chi di voi due è il Concetto chi il Fenomeno e poi che cosa veramente siete.
“Io a sinistra sono il Fenomeno lui a destra il Concetto. Riguardo a quello che siamo è un po’ difficile spiegarsi. Comunque io Fenomeno essendo indispensabilmente legato al Concetto riesco solo a parlare. Mentre lui parlando avrà il compito di essere la spiegazione di quello che io dico proprio perché legato a me”.
“Se uno parla è non sa quello che dice e l’altro sa, ma non può parlare, come farò io a capire che cosa è l’uno e che cosa è l’altro? Forse l’unica soluzione sarà quella di separarli” pensò la Sensazione.
E subito dopo questa considerazione, con un balzo felino piombò addosso ai due dividendoli. Ma con stupore notò che non appena separati essi scomparvero”.
Un altro grande talento di Penni è quello di saper descrivere alla perfezione l’oscuro e a volte malvagio disegno che muove i meccanismi della natura, nei suoi più intimi recessi. Sono descrizioni debordanti e lucidissime di una poeticità tagliente e cristallina, capaci di cogliere l’intima essenza della terra che Penni ha abitato e che abitiamo. Un’abilità così fortemente caratterizzante che mi ha fatto pensare ad uno straordinario scrittore americano, praticamente sconosciuto da noi: Breece D’J Pancake. Anche lui dopo una breve esistenza tormentata se n’era andato lasciando un solo libro, un documento di inestimabile valore, posteriormente acclamato dalla critica e dai colleghi scrittori, una raccolta di racconti dal titolo Trilobiti. In Trilobiti si respira in modo palpabile l’America selvaggia e a volte crudele, dei piccoli centri urbani sopraffatti dalla polvere delle sterminate praterie americane, impermeabili al tempo e imperiture, sotto l’ombra minacciosa degli Appalachi. Confrontiamo questi due diversi estratti, da una parte il racconto Cacciatori di volpi, di Pancake dall’altra Il cieco di Eros Penni:
Soffiava un vento debole che faceva rabbrividire e le foglie di sicomoro frusciavano sul marciapiede, per essere bloccate sul ciglio dalla gramigna d’un verde violento.
L’opossum se ne stava tranquillo sul bordo della strada. Non aveva trovato carcasse di animali d’allevamento in cui costruire una tana per l’inverno ; nemmeno una bella buca vuota. Portò i suoi piccoli dall’altra parte della strada, tra le foglie dove se ne stava la carcassa coriacea di un altro opossum. Non si fermò per fiutare o per altre smancerie.
Un rumore metallico. Si fermò. Fuoco. Si appiattì al suolo nel più nero terrore, con i piccoli aggrappati più stretti al pelo. Passi pesanti, sordi e irregolari le fecero ribollire il sangue. Con il giorno e il pericolo che avanzavano, la paura le avvampava dentro mentre arretrava con cautela verso cespugli più fitti. Dal suo nascondiglio vide un nemico gigante che avanzava sull’asfalto e un bagliore rosso rimbalzare brillante in ciò che restava della sua notte.
***
In un’insenatura, sulla larga spiaggia di rena fine, molliccia, cosparsa di conchiglie e fetide carcasse di crostacei, lungo la striscia ondulata di tritume fradicio e nero lasciato dalla marea, alcune meduse approdate da poco, con la loro massa gelatinosa, perlacea, venate sui bordi di righe viola, come vecchi lampadari di vetro soffiato, palpitando e sbavando al contatto dell’aria, sembravano mostrare la fine del loro splendore. Più in fondo, una pecora morta, da giorni arenata nella risacca, con la pancia gonfia, le zampe rattrappite e la faccia scavata dalle pulci marine e dalle chele dei granchi, spinteggiata di tanto in tanto dalle onde, si muoveva lentamente, emettendo dei rumori simili a risucchi. Vomitava dalla bocca, dal naso, dagli orecchi, gli ultimi residui di interiora putrefatti dalla salsedine; mentre il sole, coperto in parte dalle nuvole, come un occhio, sembrava guardare di nascosto quella cruda scena.
Due brani, due racconti, due libri che condividono la stessa intima scorza, la stessa cruda sacralità, che riescono a scendere nella profondità della natura e in quella umana così bene da diventare dei fossili, Trilobiti appunto, per il beneficio dei posteri.
Questo breve articolo altro non vuole essere che un invito alla lettura e alla rilettura di uno scrittore misconosciuto, Eros Penni, i cui manoscritti inediti sono conservati nella Biblioteca Comunale di Massa Marittima, e un attestato di stima alla sua opera naturalmente.
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mercoledì 27 gennaio 2010 ore 17
Biblioteca comunale Gaetano Badii - piazza XXIV maggio
Massa Marittima
27 gennaio Giornata della Memoria
Non è un sogno qualunque.
Tornare, raccontare, non essere ascoltati
Memoria, scrittura, testimonianze nell’opera di Primo Levi
a cura di Antonello Ricci e Alfonso Prota
Progetto della Cooperativa Staff
ingresso libero
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sabato 24 ottobre 2009 - ore 22
Sala ARCI - Monterotondo Marittimo (GR)
Sottoassedio, Viterbo 1921-1922
di e con Antonello Ricci e gruppo teatrale "Volgiti, che fai"
"Volgiti, che fai": Carla Altieri, Michela Benedetti, Pietro Benedetti, Olindo Cicchetti, Domenico Coletta, Sara Grimaldi, Edoardo Mantelli e Alfonso Prota (performance musico-pittorica)
Una pièce che è appena diventata anche un libro (Davide Ghaleb editore, 2009, illustrazioni di Alfonso Prota)... in un lembo di Maremma ancora oggi fieramente antifascista...
PROGRAMMA SERATA
* ore 17,30 - INCONTRO con il partigiano LUIGI TARTAGLI della III Brigata Garibaldi "Camicia Rossa": la sua testimonianza diretta sulla lotta partigiana nel nostro territorio
* ore 20 - CENA POPOLARE
* ore 22,00 - "SOTTOASSEDIO 1921-1922 "
Rappresentazione teatrale del gruppo "Volgiti, che fai" basata sui fatti della resistenza viterbese alle squadre fasciste. Testo e regia di Antonello Ricci + presentazione del volume fresco fresco di stampa per i tipi dell'editore Davide Ghaleb
* ore 23,00 - Le ballate maremmane e le canzoni di lotta de I SONATORI DELLA BOSCAGLIA
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Lunedi 8 giugno ore 17,30
ex casello di via Roma a Follonica
inaugurazione rassegna Deja Vu 2009
mostra fotografica Sliding Doors di Stefano Pacini con inediti anni '70
Mercoledi 10 giugno ore 19
Corte dei Miracoli ex O.P. Siena
inaugurazione mostra allievi corso di fotografia 2008-9
L'estetica del lavoro è lo spettacolo della merce umana
A cura Stefano Pacini e Daniela Neri
Associazione Fotografi Contro
Sabato 23 maggio ore 17,30
Museo arte sacra Massa Marittima
presentazione libro di poesie
Il giardino della musa
di Stella Cappellini
Inaugurazione mostra pittura e scultura di Sergio Borghesi
Siena, Caffè Ortensia
fino al maggio 2009
Poeti a braccio, Maggerini e altri Maremmani
Un fotoreportage di Alberto Prunetti
Ho fotografato per alcuni anni i poeti improvvisatori in ottava rima che ogni anno si incontrano a priimavera per cantare in " contrasto" a Ribolla , in provincia di Grosseto. Oltre ai contrasti in ottava rima ho seguito i canti del maggio dei maggerini di Braccagni. Ero incuriosito dai poeti e dai cantanti, ma la mia attenzione è stata presto deviata verso il pubblico che partecipa a questi raduni, composto perlopiù da contadini e minatori in pensione.
Come fonti iconografiche tenevo a mente le indagini grafiche sul ritratto carico dei fratelli Carracci, esperimenti di fisiognomica grafica e caricaturale del Cinquecento, e la fotografia segnaletica dei ribelli maremmani conservata nell'archivio centrale di Stato Ho provato a mutare di segno all'identikit giudiziario, mantenendo in parte il taglio, profilo e frontale, e la sfocatura di certi ritratti della fototessera d'epoca, lavorando per evidenziare non la pericolosità sociale ma le stratificazioni dell'età di queste esistenze profonde, stagionate in anni di lavori nei campi e nelle miniere, che si rivelano nelle rughe, nei nasi e nelle vene.
Alberto Prunetti (1973) è fotografo, traduttore e insegnante di italiano a lavoratori immigrati. Ha pubblicato una serie di articoli su "Il Manifesto", " Arivista", " Carta" e attualmente è redattore di Carmillaonline. Ha pubblicato nel 2003 Potassa Ed. Fondo Boccardi, poi ristampato nel 2004 da Stampa Alternativa, ha curato l'antologia L'Arte della Fuga, Stampa Alternativa 2005. Sta lavorando a un romanzo sull'emigrazione italiana in Argentina. Vive tra la Maremma e Siena.
Siena, Caffè Ortensia
fino al 31 marzo 2009
PhotoGallery ® - Caffè Ortensia
presentano
Guido Pratellesi: Spazi di Solitudine Occupata
Al primo sguardo un edificio abbandonato si sovrappone alla sensazione di uno spazio occupato dalla solitudine, un relitto inevitabile dell’industrializzazione, un simulacro del consumo o della speculazione. Ma sono contenitori vuoti solo esternamente, abbandonati dai primi proprietari ma teatri di una vita silente, nascosta, clandestina. Luoghi di riciclaggio estremizzato, abitazioni-discarica, dai quali per il passante è facile distogliere lo sguardo e i pensieri. Serbatoi di disperazione e di lavoro nero, di espedienti e di piccola delinquenza in perenne attesa di un’occasione migliore. Luoghi che si animano al calar della sera per svuotarsi al sorgere del sole, che come se fossero abitati da una folla di gnomi o folletti.
Guido Pratellesi
Spazi di Solitudine Occupata racconta il livello più basso del vivere civile, la precarietà dei clandestini che cercano rifugio negli edifici abbandonati. Fabbriche, fattorie e scuole offrono riparo dalla pioggia ma sono assai lontane dall’essere una parvenza di casa. Tuttavia, nella loro precarietà, offrono il conforto di quattro pareti che delimitano uno spazio sicuro e chiudono il mondo all’esterno. Nelle immagini di Pratellesi le persone si sono appena allontanate o stanno per tornare, la loro presenza è tangibile; hanno lasciato tracce nella polvere, sistemato una sedia per riposare, tratteggiato la donna dei loro sogni sulla parete. Il taglio narrativo suggerisce senza raccontare, come un canovaccio che lascia spazio all’immaginazione dell’osservatore per completare delle storie abbozzate.
www.photogallery.it
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Sabato 28 febbraio, ore 17.30
Sala del Museo Archeologico
Piazza Garibaldi, Massa Marittima (GR)
Convegno annuale sulla scrittura di Pianizzoli
ore 17,30 Sala Museo Archeologico
Luciana bellini e Silvana Bigongiari: due modi di scrivere al femminile a confronto
a cura di Antonello Ricci
a seguire:
Il dilagare delle antologie nel panorama editoriale, segno di vitalità o crisi della scrittura?
a cura di Antonella Cocolli
ore 20 Pianizzoli
cena con l’autore
ore 22
presentazione del libro
Maginot
di Alessandro Angeli

oltre l’autore saranno presenti o interverranno per scritto Antonello Ricci, Alberto Prunetti, Dario Radi, Luciana Bellini, Stefano Pacini, Alessandro Tozzi, Antonella Cocolli, Silvana Bigongiari.
per la cena è necessario prenotarsi: Stefano 3388752519
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sul nostro blog...
20 dicembre 2008
Una strada in ricordo di Daniele Boccardi e Sebastiano Leone
In questi giorni consegnamo al Sindaco ed all'assessore alla cultura del comune di Massa Marittima una petizione firmata da molti cittadini, in cui si chiede di intitolare una via o piazza del nostro paese a due cittadini, Daniele Boccardi, scrittore, e Sebastaiano Leone, uomo di pace, scomparsi rispettivamente 15 e 5 anni fa. Daniele e Sebastiano hanno lasciato una traccia indelebile dentro e fuori le mura di Massa. Adesso che il tempo rischia di sbiadirne il ricordo, chiediamo un gesto semplice ma doveroso, perchè la nostra comunità deve molto a questi due giovani che ci hanno lasciato presto, troppo presto. L'idea nacque al convegno annuale sulla scrittura che si tiene ogni febbraio in Pianizzoli. Raccolse il plauso unanime di scrittori come Emiliano Gucci e Luciana Bellini, filmaker come Christian Brogi, fotografi come Daniela Neri, associazioni come la nostra e la LTMD. Chiediamo perciò di dare corso a questo piccolo ma importante progetto.
link
Associazione il Fondo. LTMD produzioni video.
Fotografi Contro. Convegno sulla scrittura di Pianizzoli. Centro culture contemporanee Siena.
Seguono 97 firme residenti comune Massa Marittima
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Terza Cultura
di Ivan Margheri
L’immagine televisiva colta sullo schermo, nella sua drammaticità e nella sua ambiguità di significato, dall’obiettivo del fotografo è la protagonista di Terza Cultura, serie di immagini realizzate del fotografo fiorentino Ivan Margheri attraverso un’elaborazione con esposizioni multiple e tempi di esposizione lunghi. La televisione, scrive il critico spagnolo Carolina Menendez su “La Fotografia Actual” in un suo testo su “Terza Cultura”, è intesa come “finestra sul mondo, finestra che trasforma la distanza in un concetto estraneo. Il messaggio cambia con ogni immagine, risulta incomprensibile. Il messaggio, inquieto, fugge. Lo spettatore, tutto occhi, (solo occhi) si condanna alla passività”. In dubbio è la pretesa oggettività dell’immagine televisiva, il suo proporsi come realtà: che non è, invece, tale. “La televisione è la finestra più protetta scrive ancora la Menendez la trama dei pixels disegna le sbarre di una prigione. E’ una finestra sul mondo, ma il mondo non è mai stato così inafferrabile. Come attraversare la trama delle sbarre?”. E proprio la tecnica di doppie e triple esposizioni usata da Margheri “rivela quello che normalmente è nascosto (…) o passa non percepito”.
Su “FotoCine-digitalVideo”, in merito alle immagini di “Terza Cultura”, Amedeo Sessa scrive: “Margheri, ‘fermando’ il messaggio televisivo attraverso il mezzo fotografico, raggiunge qualità compositive ed espressive proprie della pittura e della grafica pur non utilizzandone alcuno dei consueti strumenti e materiali”. Queste opere “inducono a riflettere sulla distinzione tra mezzo di comunicazione e comunicazione vera e propria” .
Immagini della mostra disponibili su www.photogallery.it/mostre/tc/itc1.html
IVAN MARGHERI, nato a Firenze nel 1958, fotografa dagli anni ’70. Ha esposto, tra l’altro, a Firenze (Terza Cultura, 1998; La città, 2006, Business Class, 2008, Anonimi, 2008), Napoli (Terza Cultura, 1999) e Roma (La città, 2006). E’ uno dei fondatori di PhotoGallery ed è autore della Storia della Macchina Fotografica pubblicata sul sito dell’Associazione. Ha prodotto il libro L’Apocalisse in esemplare unico (collezione privata, 1999) e insieme a Andrea Vannini e Guido Pratellesi Essere o Apparire, numero unico di Colors Notebook esposto al Centro Pompidou di Parigi nel contesto dell’omonima iniziativa a cura di Colors Magazine (2006). Sue immagini sono state pubblicate da riviste italiane e straniere e fanno parte di collezioni private.
Caffè Ortensia, via di Pantaneto, 95, Siena
Inaugurazione: lunedì 3 novembre, ore 19
Organizzazione: Stefano Pacini
Presentazione: Francesco Tei
fino al 30 novembre 2008
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dal 1 ottobre è ricominciato fotografi in corsoalla corte dei miracoli di siena, quinta edizione, a cura di Stefano Pacini e Daniela Neri dell'associazione fotografi contro
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Tracce del XX Secolo
L’uomo è un mosaico di quotidianità ereditate dal XX secolo, una visione multipla attraverso gli occhi di più autori, e completa il quadro avviato con l’edizione del 2007 di Tracce del XX Secolo esposta nello stesso spazio all’interno di San Salvi città aperta.
Firenze
15 agosto - 14 settembre 2008
www.stefanopacini.it
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MATTI CHIARI
AMICIZIA LUNGA
VI FESTIVAL DELLA LETTERATURA RESISTENTE
Il 4, 5 e 6 settembre, tra Mantova, Pitigliano ed Elmo di Sorano
avrà luogo il VI Festival della Letteratura Resistente, un evento libero, aperto, festoso, riflessivo e senza sponsor ideato e realizzato da Marcello Baraghini, editore di Stampa Alternativa.
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Massa Marittima
Sabato 19 luglio 2008, ore 18
Giardino del Museo di Arte Sacra, corso Diaz 36
la Biblioteca comunale G. Badii in collaborazione con l'Associazione Il Fondo e il Laboratorio di scrittura creativa
presentano
Un'inquilina particolare
di Emiliano Gucci
(ed. Guanda)
Sarà presente l'autore
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Massa Marittima (GR)
Sabato 7 giugno 2008, ore 18
Sala del Museo Archeologico, Piazza Garibaldi
Marco Chiavistrelli presenterà il suo libro "Credo nel vento"
Marco è un cantautore che ha collaborato e suonato dagli anni '70 ad oggi con una marea di gruppi e cantanti del calibro di Nomadi, Gang, Casa del Vento, Cisco, Luigi Grechi, Davide Riondino, Carlo Monni, Les Anarchistes... organizzatore del Memorial Bandelli a Pisa, risiede a Larderello ove combatte con un comitato una strenua battaglia a favore dei lavoratori esposti all'amianto.
"Credo nel vento" è il suo libro d'esordio, classificato secondo al premio Piaggio di Pontedera.
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Il 30 aprile grande serata al piccolo teatro di Boccheggiano, piccola perla dei poggi metalliferi, 84 posti, tutti presi, per la prima nazionale di "C'è una volta la Maremma" tratto dai libri di Luciana Bellini, che presente e molto emozionata ha finito per abbracciare e baciare praticamente tutti. ( il 25 maggio, è confermato pranzo con tortelli a casa sua!)
La rappresentazione del libero circuito teatrale con Chiara Bindi, Ilaria Innocenti e Irene Paoletti riesce bene in 90 minuti a immergerti negli scritti di Luciana, i brani de "la terra delle donne" e del libro che dà il titolo alla piece, sono mischiati e tenuti insieme con grande semplicità su un palcoscenico essenziale in cui tra una chiacchera un ricordo ed una filastrocca suonata e cantata dalle brave attrici, fanno la comparsa vecchi attrezzi della cultura contadina. Il tutto tiene avvinti senza sosta e finisce comunque per emozionare pur senza cedere a facili e bugiarde nostalgie, e non è poco davvero! Alla fine dello spettacolo, un dolce nel frattempo preparato sul palcoscenico è stato diviso tra tutti e questo in spirito molto belliniano e maremmano...
Lo spettacolo è già stato replicato il 4 maggio a Gavorrano, ma non mancherà di avere altre date e successi in giro per la Toscana.
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Massa Marittima (GR)
Sabato 23 febbraio 2008, ore 17.30
Sala del Museo, Piazza Garibaldi
Luciana Bellini
presenta
Racconti raccontati

ed. Stampa Alternativa
Introdurrà Antonello Ricci
La giornata del Fondo continua a cena
Loc. Pianizzoli, Massa Marittima (GR)
Sabato 23 febbraio 2008, ore 20.00
Agriturismo Pianizzoli
Cena-dibattito
Tra Cecina e Corneto: maremmani, ribelli
e scrittori
Interverranno
tra gli altri Luciana Bellini, Emiliano Gucci, Alberto Prunetti,
Antonello Ricci
Info e prenotazioni: Stefano 338
8752519
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martedì 19 febbraio 2008, ore 22.00
Quartiere Latino, Via Dante
Serata dal tema
Vogliamo ancora Verità e Giustizia
per il G8 di Genova
con Giuliano Giuliani e Lorenzo Guadagnucci
Mostra fotografica di Maurizio Moretti
e Stefano Pacini
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